Dopo anni di attesa e un lungo iter legislativo, finalmente la legge sulle targhe storiche è realtà, ed è partita oggi la fase di sperimentazione, che durerà fino all’8 gennaio, quando la pratica entrerà a pieno regime.

I dettagli della legge approvata fanno finalmente chiarezza sulle dinamiche: qualsiasi veicolo radiato d’ufficio, radiato per espatrio o per ricovero su area privata, demolito, oppure circolante ma ritargato causa reimmatricolazione per cambio provincia, oppure le cui targhe siano state smarrite o deteriorate, potrà riottenere la sua targa di prima immatricolazione italiana. La norma infatti recita testualmente: “il rilascio della targa storica può avvenire a condizione che la stessa risulti essere già stata precedentemente associata al veicolo di interesse storico e collezionistico per il quale viene richiesta l’immatricolazione o la reimmatricolazione“. Nulla da fare, quindi, per le auto d’epoca importate dall’estero.

Esulta il Presidente ASI Alberto Scuro, grande sostenitore e promotore di questa norma: “Siamo alle fasi finali di un importante percorso che, insieme alle istituzioni coinvolte, porta ad una significativa opera di tutela dei veicoli storici“.

 

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