E Luce sia! E’ stata presentata a Roma la Ferrari più rivoluzionaria e di rottura che sia mai stata concepita. La Luce non è una Ferrari elettrica, ma un concetto totalmente inedito, che parte dal foglio bianco, sia a livello tecnico e stilistico, sia rispetto agli abituali canoni Ferrari. Non è stato elettrificato un modello o una piattaforma Ferrari già esistenti: sarebbe stata quella una strada facile, ma poco stimolante. Luce, invece, è un progetto innovativo e molto coraggioso, con alle spalle cinque anni di gestazione. Fin dal debutto è stata, come era prevedibile, divisiva e oggetto di molte discussioni, che continueranno anche in futuro, e che danno la misura della portata storica di questa nuova auto, che certo non lascia indifferenti: prova ne è il fatto che oggi il mondo intero ne sta parlando. Perché quando un marchio come Ferrari devia dalla sua ortodossia, i puristi – siano essi clienti storici o semplici sognatori – vanno in subbuglio. Forse nel timore che la purezza e l’unicità del marchio possano esserne intaccati. Ma in questo caso, indipendentemente dal giudizio soggettivo che è lecito dare sull’estetica e sul concetto stesso di una Ferrari elettrica, gli appassionati Ferrari possono dormire sonni tranquilli.

La Luce apre davvero un nuovo capitolo nella storia Ferrari. Per approcciarsi a questa vettura, per comprenderne l’essenza e giudicarla a ragion veduta, tuttavia, occorre uno sforzo di apertura mentale da parte di tutti, puristi e appassionati in primis. Giudicarla secondo i canoni abituali Ferrari, come erede dei modelli passati e presenti, sarebbe inutile e fuorviante. La Luce non è una Ferrari tradizionale e non vuole esserlo. Non va a sostituire nessun modello della gamma Ferrari, alla quale va ad aggiungersi come un filone nuovo e aggiuntivo. Non cambia la natura del marchio. Il futuro di Ferrari non sarà mai “solo” questo, ma sarà, forse, “anche” questo, in aggiunta ai modelli termici e ibridi che la Casa di Maranello continuerà a sviluppare e produrre, e che, insieme alle corse, rimarranno il core business del marchio. Fatta questa importante e rasserenante premessa, si può analizzare la Luce in quelle che sono le sue caratteristiche più importanti e innovative: un concentrato pazzesco di tecnologia, forte di 60 brevetti e di soluzioni dinamiche mai viste su un’auto stradale. Che gli ingegneri Ferrari ci hanno spiegato dettagliatamente e appassionatamente, durante l’evento di presentazione di ieri a Roma.

Innanzitutto il design: che la Ferrari desiderasse creare un oggetto particolare e fuori dagli schemi, propri e generali, lo si intuisce già dal team cui ha affidato il compito di disegnarla, ovvero la LoveFrom di San Francisco. Quelli che hanno disegnato gli Iphone, per intendersi; estranei al mondo dell’auto, ma in totale sintonia con le tecnologie del mondo moderno. Ne consegue che il design della Luce rompe gli schemi dello stile Ferrari con qualcosa di totalmente inedito. Una glass house, una conchiglia centrale in vetro, avvolta da ali aerodinamiche anteriori e posteriori. Un accuratissimo studio aerodinamico dei flussi d’aria ha permesso di ottenere un Cx molto basso per una straordinaria efficienza. Il frontale è totalmente inedito ed è la parte più rivoluzionaria e dirompente. Nella vista di ¾ posteriore, invece, si nota qualche richiamo agli stilemi Ferrari, sottolineati dai quattro fanali circolari. L’interno è un vero capolavoro: spazioso e accessibile, grazie alle porte con apertura ad armadio, per quella che è la prima cinque posti del Cavallino. I sedili hanno forma tradizionale e sono rivestiti dalla pelle di sempre. Stupendo il volante a tre razze di alluminio ricavate dal pieno: ricorda nella forma quello delle Ferrari anni ’70, ma porta con sé i comandi delle principali funzioni di guida. Tutte le funzioni multimediali hanno una grafica analogica che ricorda quella delle Ferrari del passato.

A livello tecnico, si può dire che ognuna delle quattro ruote è un microcosmo attivo e indipendente: la Luce vanta quattro motori elettrici di propulsione, quattro sospensioni attive a controllo elettronico e quattro ruote sterzanti anch’esse controllate elettronicamente. Questo perché la Luce ha nella dinamica di guida, ancor prima che nelle prestazioni velocistiche, la sua principale misura tecnologica, che promette una resa dinamica eccezionale. La Luce può funzionare in modalità 100% silenziosa, oppure, nel settaggio più sportivo, con un sound peculiare che non è finto, ma è un’amplificazione del suono dei motori elettrici ottenuta tramite un accelerometro. La potenza complessiva è di 1050 CV e la coppia di 990 Nm, che spingono quest’auto a 310 Km/h. Bastano 2,5 secondi per arrivare a 100 Km/h e 6,8 per arrivare a 200. L’autonomia è di 530 Km. La Luce entrerà in produzione e in listino a fine anno, con un prezzo base di circa 550.000 euro.

In definitiva, la Luce appare come uno straordinario laboratorio di nuove tecnologie. Una sorta di concept che diventa auto di produzione. Un oggetto di design futuristico, che in quanto tale può affascinare o suscitare sconcerto. Un progetto ambizioso che vuole dimostrare come la Ferrari sia in grado anche di esplorare nuovi mondi, nuove tecnologie come l’elettrico e nuovi concetti stilistici, pur lontani anni “luce” dai suoi canoni abituali. Pur mantenendo la sua eccellenza tecnologica. Nei prossimi numeri della rivista, parleremo approfonditamente di quest’auto, ma soprattutto non vediamo l’ora di guidarla e di raccontarvi come va.

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