Panda4x4Trekking_1992

La Panda 4×4, il leggendario modello di casa FIAT che seppe coniugare la comodità di un’utilitaria pensata per le famiglie e le più alte prestazioni anche sui terreni più ostici, incarnando al meglio lo stile italiano e diventando a tutti gli effetti una vera e propria icona intramontabile, compie quarant’anni.

La storia della Panda 4×4 inizia nel 1983, solo tre anni dopo il debutto ufficiale del modello disegnato da Giorgetto Giugiaro, ossia la famosa compatta berlina due volumi, due porte e portellone con motore e trazione anteriore. Forte del successo inziale della Panda, quindi, FIAT decide di lanciare una versione a trazione integrale non soltanto dalle ottime caratteristiche off-road ma, soprattutto, dal prezzo contenuto, nel pieno rispetto della sua filosofia costruttiva che da sempre punta a rendere semplice e accessibile a tutti la tecnologia più avanzata, con in più la simpatia e la gioia tipiche del vivere italiano.

Ecco perché nel 1983 FIAT si affida alla società Steyr-Puch, leader nel settore delle trasmissioni integrali, che trasforma la versatile utilitaria in un piccolo e leggero veicolo fuoristrada. Nello specifico, il sistema 4×4 sviluppato per la Panda è semplice e robusto: infatti, basta tirare la leva specifica, posta sul tunnel, per dare trazione alle ruote posteriori senza il supporto di un differenziale centrale. Da qui la raccomandazione di inserirla solo su fondi a scarsa aderenza e a basse velocità. La produzione avviene in due fasi: in Austria si occupano della trasmissione completa (frizione, scatola del cambio, albero di trasmissione diviso in tre parti e assale posteriore con differenziale e freni), che poi viene spedita e assemblata con il resto della vettura nello stabilimento Fiat di Termini Imerese (PA). Altra peculiarità del modello integrale è il cambio a cinque marce, su cui spicca la cosiddetta “primina”, ovvero un rapporto della prima marcia sufficientemente corto da consentirle di superare con una certa disinvoltura anche le pendenze più difficili.

Equipaggiata con un propulsore di 965 cm³ da 48 cv, successivamente cresciuto in cilindrata fino a 1108 cm³ nelle ultime versioni, la Panda 4×4 è il primo esempio di un’utilitaria con motore trasversale e sistema 4WD.
Oltre al sistema integrale, la nuova vettura vanta un’altezza minima da terra di circa 18 cm, un peso a vuoto di soli 740 kg e ottimi angoli off-road che le consentono di superare pendenze di quasi il 50%. Completano le dotazioni fuoristradistiche gli pneumatici tassellati e le fasce protettive nella parte inferiore delle fiancate e intorno ai passaruota. Queste caratteristiche ne fanno la vettura ideale tanto per l’uso quotidiano quanto per affrontare i percorsi più tortuosi, ma soprattutto vanta un prezzo imbattibile che la rende accessibile a tutti. Oltre alle versioni “base” e “S” della Panda 4×4, si succedono nel corso degli anni diversi allestimenti, tra cui Trekking, Country Club (versione dotata di un inclinometro sul cruscotto che misura l’angolo d’inclinazione del veicolo) e l’edizione limitata Panda 4×4 Sisley con interni specifici e una ricca dotazione di serie.

La sua immagine di esploratrice inarrestabile viene amplificata e certificata da una lunga serie di imprese in giro per il mondo, come i leggendari “Raid del Coraggio” organizzati dal tour operator specializzato “Safariland” e dedicati a piloti non professionisti che, a bordo della Panda 4×4, vogliono attraversare un continente con itinerari in fuoristrada. La prima di queste imprese avviene nel 1985, quando cinquanta Panda 4×4 prendono parte al raid africano partendo da Roma e mettendosi in viaggio alla volta dapprima di Tunisi e successivamente di Abidjan, località della Costa d’Avorio che dista all’incirca 14.000 Km dall’Italia, raggiungibile solamente tramite percorsi su piste sahariane attraversando il deserto. Il format di Safariland piace così tanto che negli anni si susseguono altre imprese avventurose. Ad esempio, nel 1986/1987 una carovana di Panda 4×4 sfida, e supera, i meandri dell’insidioso entroterra australiano percorrendo oltre 7.000 chilometri. Stesso successo per il raid organizzato in Islanda nell’estate del 1987, tra spettacolari ghiacciai e geyser, e per quello ambientato nell’intricata foresta amazzonica a cavallo tra il 1987 e il 1988. E sempre 50 Panda 4×4, nell’inverno del 1989, si cimentano nell’India misteriosa e mistica, percorrendo 4.000 Km. Ma forse il più emozionante è la Parigi-Pechino del 1989, che prevede l’attraversamento di undici Paesi, per un totale di 22.000 Km. Impeccabile come negli altri raid, la carovana di Panda 4×4 non raggiunge la capitale cinese a causa del fermento sociale che sfocia nelle proteste di Piazza Tienanmen. Meta raggiunta, invece, nella primavera del 1985 con la Marco Polo Expedition, organizzata dall’esploratore e produttore televisivo Beppe Tenti, che a bordo di tre Panda 4×4 e un veicolo 4×4 Iveco ripercorre la Via della Seta, da Venezia a Pechino. È la prima volta che dei mezzi occidentali passano l’Himalaya per raggiungere Lhasa (Tibet) e Pechino.

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