La neve caduta abbondantemente ha reso molto impegnativa la gara cortinese, dominata dalla Volvo PV 544 di Margiotta e Perno. Secondi Canè-Galliani su Lancia Aprilia e terzi Aghem-Conti sulla Fulvia coupé

La neve caduta abbondantemente ha caratterizzato e condizionato la quarta edizione della WinteRace 2016, secondo appuntamento del calendario Grandi Eventi, organizzata da Alte Sfere. I vincitori assoluti, Margiotta e Perno, portacolori della Scuderia Volvo Club, a bordo della Volvo PV 544 del 1965, si sono aggiudicati un prestigioso orologio Tonda Métrographe (offerto dallo sponsor Parmigiani Fleurier), con un totale di sole 75 penalità. Distaccato di soli 20 centesimi di secondo, l’equipaggio Canè-Galliani, su Lancia Aprilia del 1938. Terzi, a una sola penalità di differenza, Aghem-Conti su Lancia Fulvia Coupé del 1965.

Tutti gli altri hanno seguito con oltre 130 penalità, a dimostrazione che la WinteRace è stata una gara difficile, e praticamente l’unico Grande Evento a comprendere in classifica ben nove prove di media, con 27 rilevamenti nascosti. Le previsioni metereologiche, fino a una settimana prima dalla partenza, avvenuta da Cortina venerdì 4 marzo, erano tutt’altro che positive, ma non hanno assolutamente scoraggiato i 60 equipaggi iscritti che, puntuali, si sono presentati alle verifiche sportive e tecniche all’Hotel Cristallo della “Regina delle Dolomiti”. E non hanno colto di sorpresa nemmeno gli organizzatori, Rossella Labate e Stefano Sangalli, che prontamente hanno modificato il percorso e, di conseguenza, le 70 prove cronometrate, consegnando a tutti gli equipaggi un nuovo roadbook e un’aggiornata tabella dei tempi e delle distanze.

La maggior parte dei passi dolomitici, infatti, come il Gardena, il Valparola e il Falzarego, sono stati chiusi per la troppa neve, la stessa neve che il meteo dava su Cortina a partire dalle tre del mattino di sabato 5 marzo. Dopo le prime prove cronometrate allestite intorno al lago Misurina, su strade completamente innevate, gli equipaggi hanno ingranato la marcia alla volta dell’Austria, passando per il centro storico di Dobbiaco e di San Candido, attraverso paesaggi suggestivi e di un bianco accecante. Dopo ben tre prove di media, 13 prove con passaggio cronometrato al centesimo di secondo, e l’immancabile sosta alla sede della Loacker, la gara è continuata fino a una meritata pausa pranzo al Grand Hotel Lienz, nella storica piazza del suggestivo capoluogo del Tirolo Orientale.

Nel pomeriggio gli equipaggi hanno poi proseguito alla volta di Bannberg, Sankt Justina, e Sillian, affrontando altre 9 prove cronometrate e 2 di media, per raggiungere infine il centrale Corso Italia a Cortina, tra la curiosità e gli applausi di turisti e locali. Quella di venerdì è stata certamente la tappa più impegnativa, dal punto di vista agonistico, ma le storiche “signore” parcheggiate al riparo dei rispettivi hotel non potevano immaginare quello che si sarebbe presentato loro di lì a poche ore. Perché la neve, come da previsioni, è iniziata a scendere fitta e incessante nella notte di sabato 5 marzo, offrendo agli equipaggi una partenza surreale in un centro storico, quello di Cortina, completamente rivestito da una coltre bianca già dalle prime ore del mattino.

Il “cambio di rotta” preparato dagli organizzatori, ha però tranquillizzato i concorrenti, che non si sono lasciati intimorire dai copiosi fiocchi di neve e sono partiti, in molti addirittura scoperti, in direzione Varna, transitando per Chienes, Terento e all’interno dell’Abbazia dei Canonici Agostiniani di Novacella, una delle più prestigiose abbazie del nord Italia e dell’arco alpino, oltre che grandioso complesso di edifici religiosi e civili. Dopo la pausa pranzo all’Hotel Loewenhof, nei pressi di Bressanone, accompagnati da un tempo uggioso ma lungo le strade pulite e scorrevoli della Val Pusteria, i concorrenti sono ripartiti per l’arrivo previsto a Cortina nel tardo pomeriggio. Dopo un’altra intensa ventina di prove cronometrate e tre di media, nessuno poteva immaginare lo spettacolo che si sarebbe presentato di lì a poco, nei pressi di Dobbiaco.

Strade completamente innevate, fiocchi di neve grandi, e di quelli che si attaccano al parabrezza e si ghiacciano sui tergicristalli che, invano, tentano di concedere un minimo di visibilità a driver e navigatore. Per non parlare dei disagi di chi viaggiava aperto, con il domopack per proteggere gli strumenti, e i caschi per ripararsi dalla neve. Una quindicina di chilometri, quelli che separano Dobbiaco da Cortina, per molti i più lunghi mai percorsi, per altri i più degni e divertenti di una Race che non a caso è denominata Winter. Eccitati o preoccupati che fossero, tutti gli equipaggi sono riusciti a raggiungere il centro storico di Cortina innevato.

Soddisfatti anche gli equipaggi della prima Porsche WinteRace, grande novità dell’edizione 2016, dedicata alle vetture storiche della Casa di Stoccarda, costruite tra il 1977 e il 1990, e le moderne, prodotte dal 1991 a oggi, partite in coda alla gara e con una classifica a loro dedicata. Hanno vinto gli argentini Gache-Schojet su Porsche Cayman del 2016. Tra gli altri premi in questa WinteRace 2016, l’ambito lingotto d’oro del peso di 100 grammi, offerto dalla BSI Banca della Svizzera Italiana, è andato all’equipaggio Aghem-Conti, miglior classificato nelle prove di media. Tra gli altri sponsor, invece, ricordiamo HDI Assicurazioni, Solasiè abbigliamento e accessori ispirati al Rugby, e il Cristallo Hotel Spa&Golf, cinque stelle lusso delle Dolomiti. Nella notte di domenica 6 marzo, è definitivamente calato il sipario su questa quarta edizione della WinteRace 2016, con tanta neve fuori stagione per il divertimento degli equipaggi.

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