Ha superato tutte le altre auto da collezione battute da RM Sotheby’s a Pebble Beach. E a buon diritto: palmares agonistico d’eccellenza, massimo livello di originalità, storia ampiamente certificata. Chi ha fatto l’affare? Il compratore o il venditore?

Con un’aggiudicazione a oltre 48 milioni di dollari USA la Ferrari 250 GTO con telaio 3413 ha stabilito il nuovo primato assoluto diventando l’auto d’epoca venduta al prezzo più alto nell’ambito di transazioni pubbliche o aste aperte al pubblico. Era qualche anno che questo modello non figurava nei cataloghi d’asta e da quando RM Sotheby’s ha annunciato che uno degli esemplari più ricchi di glorie sportive sarebbe stato battuto durante il weekend di fine agosto a Monterey, in California, nel corso dell’evento organizzato a margine del Concours d’Elegance di Pebble Beach, l’interesse dei piu facoltosi appassionati e collezionisti a livello mondiale si è scatenato facendo levitare i valori in gioco.

Una serie di motivazioni rilevanti e ampiamente documentate ha permesso a questa vettura di scalare l’olimpo: la 3413 è il terzo esemplare prodotto delle sole 36 Ferrari 250 GTO costruite ed è ritenuta dai più accreditati esperti della Casa di Maranello e della GTO in particolare una delle meglio conservate, soprattutto tenuto conto delle sue condizioni di massima originalità e autenticità. Non solo: è una delle quattro GTO evolute come GTO/64 o GTO seconda serie nel periodo da Scaglietti e una delle sole sette ad aver ricevuto la nuova carrozzeria, ancora più aggressiva. Come se non bastasse, si è imposta nel Campionato Italiano GT nel 1962 con Edoardo Lualdi-Gabardi, ha contribuito ampiamente al successo della Ferrari nel Campionato Internazionale GT per Costruttori del 1964 grazie anche alla sua vittoria di classe alla Targa Florio 1962-Ferrari-250-GTO-by-Scaglietti_44(grazie a Corrado Ferlaino e Luigi Taramazzo), che ha bissato quella ottenuta un anno prima da Gianni Bulgari e Maurizio Grana, proprio con lo stesso esemplare. Nel complesso la 3413 ha conquistato più di quindici vittorie, tra assolute e di classe, nel periodo 1962-1965, rivelandosi una delle 250 GTO di maggior successo. Prima della vendita all’asta la Ferrari dei record è stata ispezionata dal personale di Ferrari Classiche e dallo specialista Marcel Massini che ne hanno certificato la totale autenticità, legittimando così una stima d’asta superlativa.

Corrado Ferlaino acquistò la 3413 nel dicembre del 1963 e la fece pervenire tramite la Ferrari a Scaglietti, che la dotò della nuova carrozzeria dotata di padiglione ribassato e priva di spoiler posteriore, disegnato da Pininfarina allo scopo di migliorare l’aerodinamica. Più bassa, più corta, più larga, dotata di parabrezza avvolgente e ribassato nonché di pneumatici maggiorati, la GTO 1964 poteva anche contare sul suo motore 12 cilindri 3 litri montato in posizione ribassata per avvicinare a terra il baricentro, a tutto vantaggio della maneggevolezza e della stabilità, specie pensando al tortuoso ma veloce percorso della Targa Florio. La vettura acquistata da Ferlaino venne poi dotata del tetto allungato nella zona posteriore, a immagine e somiglianza della 250 LM.

Il successo di classe non tardò ad arrivare per la 250 GTO aggiornata di Ferlaino e Taramazzo, che precedettero altre tre vetture dello stesso modello al termine di una gara così selettiva che solo 28 equipaggi degli oltre sessanta partiti videro il traguardo. Senza il punteggio ottenuto quel giorno dall’auto del futuro presidente del Napoli Calcio la Ferrari non avrebbe vinto il titolo Costruttori GT 1964 contro le Cobra Daytona.

GRAN TURISMO OMOLOGATO

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La Ferrari 250 GTO venne concepita a Maranello e progettata da Giotto Bizzarrini allo scopo di riportare il Cavallino Rampante al successo nel Campionato Internazionale GT, preso atto del fatto che la 250 GT SWB non era in grado di rivaleggiare contro le Aston Martin, le Cobra Daytona e le Jaguar. Mai prima di quel momento un’auto di serie era stata realizzata per vincere nelle competizioni: basti pensare che nel definire le forme del nuovo modello venne utilizzata la galleria del vento, soluzione rarissimamente adottata in quel periodo per le vetture di produzione. Questo consenti sia di ottimizzare il profilo aerodinamico dell’auto in funzione della creazione di notevoli valori di deportanza sia di abbassare il centro di gravità e il punto di montaggio del motore, piu vicino a terra grazie all’impiego del nuovo chassis “tipo 539/62 COMP”.

Mentre nelle prime 250 GTO del 1962 lo spoiler posteriore era di fatto applicato alla coda della vettura, dal 1963 esso venne integrato nella carrozzeria, mentre nel 1964 prese forma la seconda serie, con carrozzeria modificata per gli ultimi tre esemplari di produzione (250 GTO/64) e per quattro vetture aggiornate come nel caso dell’esemplare di questo servizio. Per ottenere l’omologazione per le competizioni nella categoria GT il nuovo modello conservava le dimensioni del telaio 250 GT e il motore V12 3 litri “Colombo” in una configurazione molto simile a quella impiegata sulla 250 Testa Rossa, con alimentazione a 6 carburatori e distribuzione affidata a valvole di grandi dimensioni. Gli era abbinato un nuovo cambio a 5 marce, in grado di favorire l’accelerazione e lo sviluppo di una velocità di punta più elevata.

TELAIO 3413

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L’auto del primato stabilito all’asta di RM Sotheby’s in California venne ultimata nel tardo aprile del 1962 e fu la prima a sfoggiare la presa d’aria del radiatore di piccole dimensioni, i condotti dei freni stretti, i fermacofani, lo spoiler posteriore e gli indicatori di direzione sotto i proiettori principali. Verniciata in rosso Cina, presentava gli interni blu, come in gran parte della produzione GTO. Il suo primo impiego fu al servizio della Scuderia Ferrari SEFAC alle prove della Targa Florio, pilotata dall’americano Phil Hill, campione del mondo di Formula 1 nel 1961 e plurivittorioso alla 24 Ore di Le Mans.

Solo pochi giorni dopo la vettura fu venduta alla signora Arnalda Colombo, che l’acquistò in nome e per conto del marito Edoardo Lualdi-Gabardi, uno dei piu validi gentleman driver italiani, amico personale di Enzo Ferrari che gli riservava le migliori vetture della fabbrica. Il 13 maggio del 1962 debuttò in gara vincendo la Coppa Città di Asiago, successo seguito da numerosi altri trionfi di classe alla Bologna-Raticosa, alla Coppa Consuma, alla Bolzano-Mendola e alla Trento-Bondone. Seguirono le vittorie assolute alla Triesta-Opicina del 22 luglio, al Trofeo Sarezzo-Lumezzane, alla Coppa Fagioli e alla Coppa d’Autunno a Monza, in ottobre. Grazie a questi risultati Lualdi-Gabardi fu dichiarato campione italiano GT 1962.

1962-Ferrari-250-GTO-by-Scaglietti_42Nell’aprile del 1963 la 3413 ottenne l’ultimo successo assoluto nelle mani di Edoardo Lualdi-Gabardi alla cronoscalata Stallavena-Bosco Chiesanuova, prima di essere venduta a Gianni Bulgari, futuro Presidente della maison d’horlogerie Bulgari. Ottimo gentleman driver a sua volta, egli ottenne subito la vittoria di classe e il quarto posto assoluto alla Targa Florio del 1963 con l’aiuto del copilota Maurizio Grana e concluse la stagione con un altro successo a Monza. Nelle mani di Corrado Ferlaino, che commissionò l’aggiornamento con la carrozzeria GTO/64, arrivarono le vittorie di classe alla Targa Florio, alla Bologna-Raticosa e il terzo posto assolto alla 500 Chilometri del Mugello.

Poco dopo la 3413 venne acquistata da Dan Margulies, un concessionario di Londra, che fece apportare piccole modifiche di carrozzeria. In seguito l’auto fu pilotata da David Piper per conto della Maranello Concessionaires e ottenne la vittoria assoluta al Redex Trophy a Brands Hatch nel 1965. Nel 1967 la GTO venne acquistata da Jack Le Fort, un inglese che la schierò due volte alla cronoscalata di Prescott Speed prima di venderla al noto collezionista Neil Corner.

Successivamente la vettura entrò nella collezione di Anthony Bamford e in seguito in quella di Nigel Moores e del giapponese Yoshijuki Hayashi, prima di giungere nelle mani di Sir Lindsay Owen-Jones, proprietario della L’Oreal e valido gentleman driver. Dalle gare valide per il campionato del mondo GT a quelle per i modelli storici il passo è breve e, tra un raduno e una corsa, tra un meeting Ferrari e una celebrazione per gli anniversari della GTO la 3413 è rimasta sempre in attività, anche nelle mani dell’ultimo proprietario che l’ha messa in vendita poche settimane fa, Dr Gregory Whitten (sue anche una Ferrari 250 LM, una 250 GT Tour de France e un’Alfa Romeo P3, tra le altre). Con lui la 3413 è apparsa quattro volte a Cavallino Classic tra il 2001 e il 2008 e ha partecipato in altrettante occasioni allo Shell Ferrari Historic Challenge tra il 2001 e il 2009. Inoltre ha preso parte al GTO 40th Anniversary Tour nel settembre del 2002, alle Monterey Historic Races nell’agosto del 2004, 2008 e 2011, al GTO 45th Anniversary Tour nel 2007, al Goodwood Revival Meeting del 2011 e ai GTO 50th and 55th Anniversary Tour tenutisi nel 2012 e nel 2017. L’auto è stata inoltre esibita alla GTO Celebration durante il Concours d’Elegance di Pebble Beach del 2011, dove ha incontrato altre 17 Ferrari 250 GTO.

MATCHING NUMBERS

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A incrementare ulteriormente il valore della 3413 c’è qualche particolare di non poco pregio e conto: l’auto si presenta con telaio, blocco motore, cambio e asse posteriore originali (matching numbers). In realtà la 250 GTO è stata posta in vendita equipaggiata con un motore 250 GT allestito con specifiche GTO, mentre l’unità motrice originale è stata fornita come ricambio, incluso nel prezzo di aggiudicazione. In questo modo il proprietario può ora contare su un’auto autentica nell’impiego eventuale in gara e originale al 100% nel momento in cui vorrà rivenderla. Quando mai una 250 GTO è stata proposta con queste credenziali?

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