Al primo posto Milanesi-Terenzi su Fiat 508 Spider Sport, secondi Cicoria e Pispola su MG A MK II, terzo gradino per Trombetta-Scardino su Porsche 912

Un anniversario da incorniciare: la Coppa della Perugina, organizzata dal Club di Auto e Moto d’Epoca di Perugia, compie 30 anni e continua a far sognare. La primissima edizione di questa gara blasonata si disputò in Umbria tra il 1924 e il 1927, negli anni gloriosi della Targa Florio. Una corsa di velocità su un tracciato sicuro di 17 chilometri, considerato il percorso più veloce d’Europa con curve sopraelevate e un favoloso montepremi in denaro messo in palio dalla città di Perugia. Vi partecipò anche Tazio Nuvolari nel 1927, su una Bugatti celeste appena acquistata, senza però salire sul podio: finì solo settimo.

A quella competizione, inventata e voluta nei primi anni Venti da Giovanni Buitoni, patron insieme a Luisa Spagnoli dell’azienda dolciaria “La Perugina”, oggi passata sotto il controllo della multinazionale Nestlè, si ispira la nuova “Coppa della Perugina”, organizzata da Ugo e Susanna Amodeo del Camep, diventata un appuntamento fisso per gli appassionati nel primo week end di maggio. Una galoppata di 300 chilometri in due giorni e mezzo attraverso le località più suggestive dell’Umbria con sfilata rievocativa in costume d’epoca lungo Corso Vannucci a Perugia, palcoscenico ideale per mostrare al pubblico tante “vecchie signore” ancora ricche di fascino, come l’Alfa Romeo 6C 2500 Super Sport Touring Airlux del 1949, bicolore bianca e nera, tra le più ammirate. Ne esistono pochi esemplari al mondo e la sua proprietaria (fin dall’immatricolazione), Vanda Bevilacqua di Roma, non perde un raduno accompagnata da Giovanni Tesauro. L’edizione di quest’anno, a pochi giorni dall’apertura delle iscrizioni, ha segnato subito il “tutto esaurito”. In gara 130 equipaggi, molti stranieri (dall’Australia e dal Giappone) a bordo di auto prodotte fino al 1968. Nutrito il parterre delle anteguerra con ben 22 auto presenti che, oltre alle prove a cronometro comuni, (vietati gli strumenti digitali, permesso solo il vecchio cipollone) si sono sfidate come da tradizione in una speciale sessione l’ultimo giorno all’interno del parcheggio dello stabilimento della Perugina.

Al termine del rally, quattro classifiche finali: quella assoluta ha visto salire sul podio al terzo posto l’equipaggio Trombetta-Scardino (n. 22) su Porsche 912 del 1967, al secondo posto Cicoria-Pispola (n. 68) su Mg A MK II del 1961 e al primo posto vincitori assoluti il duo Milanesi-Terenzi (n. 124) su Fiat 508 Spider Sport del 1935. Ben 8 gli equipaggi femminili in gara: la Coppa delle Dame è andata al team Valentini-Boanelli (n. 78) su Fiat 1100/103 del 1954, seconde classificate Valentini-Mirabassi (n. 86) su Fiat 600 Cisitalia del 1956. Terza classificata la sottoscritta, Laura Ciarallo in equipaggio con Lilly Colasuonno (n. 82) su Mg B Roadster del 1967. La classifica speciale delle ante 1930 ha incoronato Mattarolo-Duzzi (n. 119) su Lancia Lambda V Serie del 1925, un modello d’auto particolarmente rappresentato alla Coppa della Perugina con ben 7 esemplari presenti. Infine, una speciale classifica ha premiato gli equipaggi con membri under 31. A vincere padre e figlia Lilli-Lilli (n. 47) su Jaguar E-Type Roadster 4,2 del 1968.

Il programma

Primo giorno: dopo le verifiche tecniche e sportive presso la concessionaria Ferrari-Maserati De Poi a Ellera Umbra, il corteo di auto è partito alla volta del lago Trasimeno. Un percorso di grande impatto paesaggistico fino all’Autodromo dell’Umbria, a Magione, impianto polivalente che ospita attività motoristiche e altre discipline sportive. Qui si è svolta la prima sessione di prove speciali. Poi le vetture hanno potuto testare per 4 giri la pista lunga oltre 2500 metri. La cena di gala serale si è svolta a Villa Montefreddo, a mezz’ora d’auto da Perugia, una residenza di campagna della prima metà del XVII secolo famosa per i giardini pensili all’italiana, oggi proprietà della famiglia Marini Clarelli. Durante la serata si è svolta una dimostrazione dei Maestri della Scuola del Cioccolato Perugina.

Secondo giorno: la seconda tappa è stata la più lunga e cuore della manifestazione. Il percorso, articolato in due sezioni di circa 130 chilometri l’una (mattina e pomeriggio) per un totale di 260 chilometri, ha toccato alcune delle località più suggestive dell’Umbria: prima sosta a Campello sul Clitunno all’azienda olearia Marfuga, a seguire un passaggio rapido alle porte di Assisi e Spello fino alla Cascata delle Marmore in provincia di Terni, famosa per il salto artificiale più alto d’Europa (165 metri di dislivello). Gli equipaggi, con l’ausilio di guide specializzate, hanno potuto visitare il sito e ammirare da vicino i getti d’acqua. Un veloce sconfinamento nel Lazio ha portato per il pranzo la carovana a Colle Aluffi, vicino Rieti, davanti alla Valle Santa. Nel pomeriggio rientro a Perugia per l’ultima prova speciale e la tradizionale passerella di auto, con l’intervento di attori in costume anni Trenta, lungo Corso Vannucci, preceduta da un’esibizione di piccole macchinine a pedali guidate da bambini. Corso Vannucci è un’autentica meraviglia, la cornice ideale per manifestazioni di questo tipo che vedono anche una grande partecipazione di pubblico. La cena si è svolta in modo “diffuso” tra i migliori ristoranti di Perugia.

Terzo giorno: punto d’incontro allo stabilimento Nestlè della Perugina, a pochi chilometri da Perugia. Una tappa “ghiotta” nel vero senso della parola. Gli equipaggi hanno avuto la possibilità di ripercorrere la storia di un’azienda che dai primi del Novecento a oggi, ha accompagnato l’evoluzione della società italiana attraverso la creazione di prodotti, come il “Bacio” Perugina, diventati iconici e sempre attuali, oltre alle innumerevoli campagne pubblicitarie entrate nell’immaginario collettivo. Nell’ampio parcheggio dello stabilimento si sono svolte le prove speciali riservate alle auto ante 1930 per la rievocazione del circuito storico della Coppa della Perugina a cui hanno fatto seguito le premiazioni. Il saluto a questa trentesima edizione è avvenuto nel borgo di Solomeo, frazione di Corciano, dove ha sede il quartier generale della Brunello Cucinelli Spa, leader nella produzione del cachemire. Un borgo ripensato e valorizzato dall’imprenditore umbro a uso e consumo dei suoi dipendenti, che formano una vera e propria famiglia. Di grande interesse il Teatro Cucinelli, di ispirazione classica, inaugurato nel 2008. Pranzo nella mensa aziendale con ottimi prodotti e vini locali.

(Laura Ciarallo)

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