Contenuti tecnologici e dotazioni di sicurezza al vertice per la versione di punta della nuova proposta Volkswagen in ambito SUV. Grazie al 2 litri TDI da 150 CV, al cambio DSG e alla trazione 4Motion prestazioni, piacere di guida e consumi sono eccellenti in ogni condizioni d’utilizzo. Motricità e frenata impeccabili, stile azzeccato

Volkswagen_T-Roc-1046

È la sorella minore della Tiguan ma fa di tutto per farsi “confondere” con l’Audi Q2, da cui riprende piattaforma e impostazione tecnica. Lunga 423 cm e larga ben 182 cm, da cui un abitacolo che all’altezza delle spalle supera il metro e 30 centimetri, la T-Roc abbina le doti di compattezza indispensabili per l’impiego urbano con un’abitabilità che sfiora le misure offerte dalle migliori
vetture del segmento intermedio e che si traduce in un livello di comfort superiore alle rivali di formato analogo. In Italia la novità Volkswagen arriva con una gamma insolita: al debutto ci sono varianti turbobenzina a 3 e 4 cilindri, con cambio manuale e trazione anteriore e il 2 litri turbodiesel common-rail da 150 CV abbinato alla trazione integrale e al cambio DSG a 7 marce (anche se, per 2.000 euro in meno, c’è la versione manuale). La differenza di prezzo tra i due estremi della gamma è abissale: si va dai 22.850 euro della 1.0 TSI Style ai 34.400 euro del top di gamma (in prova), al netto degli accessori a richiesta. In altre parole, la gamma T-Roc 4Motion termina laddove si apre la famiglia delle Tiguan a 4 ruote motrici. E il listino dell’Audi Q2, a parità di gruppi motopropulsori, è a portata di mano: la sorella di Ingostadt si posiziona più o meno 2mila euro oltre la T-Roc.

 

Guardandoci attorno, la piccola 2 litri 4×4 Volkswagen è a livello delle Jeep Compass e delle Kia Sportage; costano addirittura meno la Hyundai Tucson, la Seat Ateca e la Skoda Kodiaq. Come dire che la nuova Volkswagen guarda più al mondo dei marchi di prestigio che ai generalisti. I contenuti, del resto, ci sono tutti: a cominciare da quelli relativi alle dotazioni di sicurezza e agli assistenti alla guida che, oggi, fanno la differenza tra modelli di recente progettazione e gli altri. Sono di serie gli ausilii per il mantenimento della corsia e per la partenza in salita, l’avviso abbandono corsia di marcia, il monitoraggio degli angoli ciechi, del traffico posteriore e della stanchezza del conducente, la frenata automatica d’emergenza, il cruise control adattivo e i sensori di parcheggio anteriori e posteriori. Chapeau! Sulla 2 litri 4Motion Style Advanced sono standard anche i fari full-LED, il climatizzatore automatico bizona e la strumentazione digitale riconfigurabile.

Volkswagen_T-Roc-1004Anche il sistema multimediale è tra i più completi nella sua categoria: la radio Composition Media è di serie e prevede lettori di supporti CD e schede SD, due prese USB, ingresso Aux-In, connettività Bluetooth, interfacce Apple CarPlay e Android Auto (con cavetto). L’impianto opzionale Discover Media aggiunge il navigatore satellitare e il riconoscimento dei segnali stradali e soprattutto la già citata strumentazione digitale Active Info Display, mentre a parte possono essere ordinati i comandi vocali, la piastra dedicata per la ricarica induttiva delle batterie degli smartphone e il sistema audio Beats a 300 Watt (per gli appassionati di musica più esigenti). Gran parte delle regolazioni vengono tramite il volante multifunzione che, in effetti, è costellato di comandi pur in presenza di sistemi audio dotati di controlli touch (e due sole manopole). Detto che di sostanza ce n’è davvero tanta, anche le possibilità di personalizzazione sono numerose e coinvolgono pure l’aspetto cromatico, con la disponibilità di verniciatura bicolore con interni coordinati e inserti su plancia e consolle in tinta contrastante: un’eventualità apprezzata forse dal pubblico più giovane, mentre l’esemplare in prova rivela uno stile più sobrio e nel complesso elegante in cui si fanno notare soprattutto i dettagli tecnologici. Come l’interpretazione delle superfici luminose, vero e proprio asso nella manica del Gruppo Volkswagen, che propone una “firma” specifica per ogni modello dei quattro marchi principali.

Volkswagen_T-Roc-1026Nel caso della T-Roc, sono le luci diurne anteriori, che disegnano il perimetro delle prese d’aria (finte) esterne del fascione paracolpi, ad assolvere al compito, alternandosi nel ruolo degli indicatori di direzione quando vengono azionati questi ultimi. All’interno ritroviamo la tradizionale impressione di qualità e una focalizzazione intensa sulla funzionalità che caratterizza le Volkswagen delle ultime generazioni. Sedili confortevoli, pedaliera ben allineata, comandi a portata di mano, regolazioni (manuali) dei sedili intuitive e precise permettono al guidatore di trovare la postura ideale dietro il volante e ai passeggeri di accomodarsi per viaggi anche lunghi senza il pericolo di arrivare affaticati a destinazione. Da notare tra l’altro le utili protezioni posteriori per le guide dei sedili anteriori, le bocchette della climatizzazione regolabili anche per chi siede dietro, gli anelli fermacarico nel vano bagagli, le luci di cortesia automatiche in corrispondenza dei vanity mirror inseriti nelle alette parasole. Buona la visibilità in tutte le direzioni: sono d’aiuto in questo caso sia i montanti sottili di parabrezza e lunotto sia il posto guida rialzato, che compensano la mancanza della retrocamera (disponibile comunque a richiesta; di serie ci sono comunque i sensori di prossimità davanti e dietro). Le plastiche utilizzate per plancia e fianchetti delle porte sono
rigide; di fatto solo il bracciolo poggiagomiti è imbottito in questa Volkswagen prodotta a Setubal, in Portogallo.

Volkswagen_T-Roc-1014Bene anche il vano bagagli: secondo la Casa il volume utile può variare da 392 a 1237 dmc; il divanetto posteriore fisso presenta lo schienale suddiviso in due parti asimmetriche (60%-40%) e a migliorare la funzionalità provvedono lo schienale anteriore destro ripiegabile in avanti e il portellone a comando elettrico, entrambi disponibili a richiesta. Opzionali sono anche il tetto apribile, il sistema di parcheggio automatico, la selleria in pelle e il volante riscaldabile, tra gli altri.
Ma come va su strada la T-Roc più costosa della gamma? Diciamo subito che regala sorrisi a profusione, sia per le prestazioni di alto livello sia per la tenuta di strada e la motricità impeccabili sia per consumi moderati. Bastano poco più di 8 secondi per scattare da 0 a 100 km/h, una prestazione alla portata di tutti impostando la modalità Sport del cambio DSG e attivando il Launch Control (una volta disponibile solo su supercar come la BMW M6), la velocità di punta raggiunge i 200 km/h e il consumo di gasolio è di 5,1 litri ogni 100 km nel ciclo combinato, secondo i dati forniti dal Costruttore. Aggiungiamo noi che, su strade extraurbane a velocità codice, abbiamo registrato percorrenze nell’ordine dei 20 km/litro secondo
le indicazioni del computer di viaggio.

Volkswagen_T-Roc-1040Il serbatoio da 55 litri, specifico degli esemplari 4Motion, consente un’autonomia superiore ai mille chilometri. Buoni anche i risultati ottenuti a velocità autostradali e in città: si resta quasi sempre oltre i 15 km/litro. La T-Roc 4Motion è tra le poche vetture del crescente segmento B-SUV a proporre la trazione integrale. Essa si innesta automaticamente al primo accenno di perdite d’aderenza delle ruote anteriori, così da evitare attriti inutili e maggiori consumi indesiderati. Al guidatore è consentito inoltre scegliere tra quattro modalità di guida ruotando la manopola Driving Experience del 4Motion Active Control: Street, Snow, Offroad e Offroad Individual. Il tasto centrale Mode, da parte sua, permette di selezionare una delle quattro logiche di funzionamento della risposta del cambio DSG, del servosterzo elettrico, del climatizzatore automatico, del cruise control adattivo e degli ammortizzatori a controllo elettronico (se presenti: si tratta di un optional da 1300 euro). Da notare che la T-Roc 4Motion dispone del retrotreno multilink a 3 leve e mezza con regolazioni specifiche di molle e ammortizzatori: rispetto alle T-Roc “tutto avanti” che sono dotate dell’asse posteriore a ruote interconnesse, aumentano peso e complessità ma non a vantaggio della facilità di guida. Motricità e aderenza su fondi innevati migliorano in modo esponenziale ma la taratura più morbida del retrotreno multilink rende più impegnativo il controllo dell’auto oltre i limiti naturali di aderenza anche per effetto dell’intervento deciso dell’ESP. Bene lo sterzo, per precisione e leggerezza, nonostante la servoassistenza elettrica, discreto il diametro di volta (10,8 metri), impeccabili i freni che, oltre ad assicurare spazi d’arresto molto contenuti, vantano un’eccellente resistenza all’affaticamento e un ottimo equilibrio su fondi differenziati sui due lati dell’auto.

In conclusione: Volkswagen ha compiuto un autentico miracolo portando contenuti e abitabilità da segmento C in un’auto da poco più di 4,2 metri di lunghezza dotata di un equilibrio ammirevole tra prestazioni e costi d’esercizio. Nella versione top di gamma la T-Roc è costosa ma vale fino all’ultimo euro speso per lei.

Post precedente

Renault Scénic 1.3 TCe

Post successivo

Volvo XC40 eletta Car of the Year

Alberto Franzoni

Alberto Franzoni

Direttore responsabile del mensile AutoCapital che accompagna dal 2002, l'anno della sua rinascita, con orgoglio e piacere. La corsa continua, con gli occhi aperti sul mondo che cambia e le radici piantate nel glorioso passato di un mensile che ha fatto la storia dell'automobilismo in Italia.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *