Grande attesa per l’asta che RM Sotheby’s organizzerà a Monterey a metà agosto, nella quale sarà battuta una delle Maserati dal più alto valore collezionistico: tre vittorie assolute e cinque successi di classe nel suo palmares del 1954

Anni memorabili quelli vissuti dalla Maserati all’inizio della seconda metà del secolo scorso: con l’arrivo del modello A6 1500 e della A6G 2 litri, entrambi con motori a 6 cilindri progettati da Alberto Massimino, la Casa modenese diede il via a una vera e propria nuova era, in cui le automobili del Tridente si distinsero per le eccellenti prestazioni, caratteristica comune sia ai modelli stradali sia a quelli da competizione.
Fu così che nacque la A6GCS (Corsa Sport), evolutasi poi in A6GCS/53, l’allestimento da competizione che ottenne numerosi successi in gara, soprattutto in Italia (Targa Florio, 1000 Miglia, Giro di Sicilia, solo per citare i più rilevanti) ma anche all’estero (Spa-Francorchamps, Irish Tourist Trophy, Interlagos, tra gli altri). Questa “barchetta” sport ospitava sotto il cofano anteriore un 6 cilindri in linea di 1985,6 cc alimentato da tre carburatori doppio corpo Weber, abbinato a un cambio manuale a 4 marce e accreditato di una potenza massima di 170 CV nella configurazione “base”, con la distribuzione bialbero a camme in testa e 2 valvole per cilindro. Il telaio, a longheroni e traverse, era equipaggiato con sospensioni anteriori a ruote indipendenti con triangoli sovrapposti, ammortizzatori Houdaille e molle elicoidali, e sospensioni posteriori ad assale rigido con balestre semiellittiche e ammortizzatori Houdaille. I freni erano a tamburo sulle 4 ruote, con comando idraulico; lo sterzo a vite senza fine.

Per un impiego prevalente nelle competizioni la Maserati decise di evolvere la A6GCS in A6GCS/53, caratterizzata dal motore 2 litri 6 cilindri sviluppato da Gioacchino Colombo e ispirato a un progetto destinato a monoposto di Formula 2, come la A6GCM. Dotato di monoblocco e pistoni in lega leggera e distribuzione bialbero a camme in testa, questo propulsore a corsa corta (72 mm, a fronte di un alesaggio di 76,5 mm) esprimeva 170 CV a 7300 giri/minuto (nella configurazione 1000 Miglia) complice anche la doppia accensione con spinterogeno Marelli e all’albero motore nitridato, tre caratteristiche innovative per il Costruttore emiliano. Grazie al peso contenuto in poco più di 7 quintali, la A6GCS/53 riusciva a raggiungere i 235 km/h.

La A6GCS/53 fece sensazione fin dal suo debutto in casa Maserati: la “Corsa Sport” era caratterizzata da un telaio tubolare (generalmente realizzati dalla Gilco, fornitore anche della Ferrari e di altri Costruttori di vetture sportive prodotte in piccola serie). Complessivamente vennero prodotti 52 esemplari della A6GCS tra il 1953 e il 1955, di cui ben 48 in configurazione aperta e 4 dotati della carrozzeria berlinetta Pinin Farina. Tra le “spyder”, le A6GCS più apprezzate sul piano estetico furono quelle dotate delle sinuose scocche in alluminio della Carrozzeria Fantuzzi.

La A6GCS si mise in luce soprattutto nella sua categoria, la 2 litri Sport, dove ottenne subito una doppietta di classe alla 1000 Miglia del 1953, che terminò al terzo posto assoluto dopo una bella lotta contro Ferrari e Mercedes-Benz. Questo modello a 6 cilindri si distinse anche in molte gare nell’Europa Continentale, nel Regno Unito, in Sudamerica e negli USA. La A6GCS seppe rimanere competitiva anche dopo l’anno di lancio, il 1953, grazie anche ai frequenti aggiornamenti tecnici, rivolti soprattutto ai motori. Oltre a quelli previsti dalla Casa, non vanno dimenticate le “reinterpretazioni” delle A6GCS finite Oltreatlantico e dotate successivamente di unità motrici di produzione USA, per lo più Chevrolet V8 ma non solo, in luogo di quelli originali Maserati giunti a fine vita. Una volta rientrate in Europa acquistate da facoltosi collezionisti, o finite in mani esigenti e professionali pur restando negli Stati Uniti, per queste Maserati A6GCS diventò indispensabile il ripristino alle condizioni d’origine, non sempre agevole per la mancanza di motori originali. Di particolare importanza la A6GCS/53 con telaio 2053, pilotata da Juan Manuel Fangio sul circuito Thompson Raceway il 12 dicembre 1953 in alcuni giri dimostrativi in occasione delle finali SCCA National e poi esposta all’Internation Motor Sport Show di New York a inizio 1954, quando venne venduta dall’importatore-distributore Maserati per gli USA Tony Pompeo a Don McKnought, che la iscrisse alla 12 Ore di Sebring, gara che non portò a termine secondo quanto raccontano le cronache dell’epoca.

Tra i piloti che più si distinsero al volante di questa leggendaria Maserati vanno citati Luigi Musso, Sergio Mantovani, Maria Teresa De Filippis e Toulo de Graffenried; degna di menzione anche l’apparizione sul grande schermo nel film Il Volpone di Maurizio Ponzi.

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