Nuova vittoria del sodalizio meneghino che trionfa sia nella classifica a squadre sia nella graduatoria assoluta grazie all’eccellente prestazione di Gianmaria Aghem e Diego Cumino su Lancia Fulvia Coupé 1200. Protagonisti nel rally storico del Principato anche Delaportas (Volkswagen Golf GTI) e Postawka (Zastava 101). Come sempre numerosi i VIP in gara

 

Sale il tricolore sul podio del Rallye Monte-Carlo Historique 2018 e l’inno di Mameli festeggia la vittoria di Gianmaria Aghem, al volante della sua Lancia Fulvia Coupé 1200 e ben assecondato dal navigatore Diego Cumino. È un nuovo successo della Scuderia Milano Autostoriche che già nel 2011 e 2015, rispettivamente con Sala-Torlasco e con Zanchi-Agnese, aveva portato i suoi piloti di punta sul gradino più alto del podio: professionalità, amicizia, preparazione accurata di ogni evento fanno del sodalizio lombardo e dei suoi portacolori gli indiziati numero uno per il successo finale in quasi tutte le manifestazioni cui si presenta. Non è un caso che la Scuderia Milano Autostoriche abbia ottenuto, con quella di poche settimane fa, ben tre vittorie consecutive su tre negli ultimi tre anni al Rallye Monte-Carlo Historique, quattro complessivamente se si aggiunge il primo successo, quello del 2010, che lanciò la squadra milanese verso una serie continua di soddisfazioni.

Per Gianmaria Aghem si tratta di un successo pienamente meritato, ottenuto al termine di una gara condotta sempre nelle posizioni di testa. Il torinese era alla diciassettesima partecipazione al “Monte” storico, e la cabala gli ha portato il successo, maturato in un crescendo irresistibile dopo il terzo posto assoluto del 2016 e il secondo dell’anno scorso, sempre con il fido Cumino al suo fianco. E, se volessimo proseguire nel segno della superstizione sconfitta, non dovremmo dimenticare che alla partenza del primo tratto cronometrato la Scuderia Milano Autostoriche si era ritrovata con soli 17 dei 20 equipaggi iscritti: dopo il forfait di Cabella-Mattiuzzi su Triumph TR3 per un incidente sui campi da sci prima della partenza e di Rossi-Briani su Fulvia Coupé per ragioni di salute del pilota, era infatti arrivata l’ulteriore doccia fredda alle verifiche di Bad Homburg per l’equipaggio Argenti-Amorosa, lasciati a piedi dalla loro Porsche 911 ancor prima di prendere il via.

Come da tradizione degli ultimi “Rallye Historique” del Principato gli oltre 320 equipaggi iscritti si suddividono tra coloro che hanno scelto la media oraria lenta, veloce o intermedia, con tutto quel che ne consegue in termini di impegno alla guida, soprattutto nelle prove cronometrate su fondo innevato. Una soluzione che accontenta così i rallisti puri senza scontentare i numerosi piloti al via con vetture anziane o lente: hanno fatto tanta tenerezza, tra le altre, le ACMA Vespa 400 dell’ex-rallista Bruno Saby, navigato dal figlio Damien (225i), e di Olidon De Vary e François Varin, la più piccola auto iscritta (hanno terminato 245i su 259 equipaggi all’arrivo).

La classifica muta rapidamente nei primi tratti cronometrati, permettendo a diversi equipaggi di alternarsi al vertice: i primi leader sono i norvegesi Torhild e Tine Hallre su Volkswagen 1303 S che lasciano subito dopo la testa della gara ai tedeschi Michael Muller e Gerhard Spiesberger su SAAB 99 EMS, lesti a cederla nella prova successiva ai francesi Firmin Bour e Laurent Carrion su Alpine-Renault A310. Aghem è stabilmente nella topten, dove si inseriscono anche alcuni dei vincitori delle passate edizioni, come Juentgen-Mueller, stavolta su DKW F12, e Durand-Chol su Opel Kadett GTE. Il “Monte” Historique ha attratto anche quest’anno numerose celebrità del mondo automotive: tra i topmanager con il pallino delle gare spicca il numero 1 di Groupe PSA Carlos Tavares, in gara con una Peugeot 104 ZS preparata in modo magistrale, con tanto di parafanghi allargati e spoiler maggiorato (sarà 84o alla fine), mentre tra gli imprenditori delle quattro ruote si sono segnalati due habituées come Ronnie Kessel, vincitore due anni fa su Alpine Renault A110 1600 S e stavolta in gara con una Lancia Stratos gruppo 4, navigato come sempre da Daniele Perfetti, e Giorgio Schoen, titolare della concessionaria Ferrari milanese Rossocorsa, passato per l’occasione su un’Austin Mini Cooper S dopo qualche esperienza con Lancia Beta Montecarlo e Autobianchi A112 Abarth.

Il tifo del grande pubblico transalpino è stato rivolto soprattutto in direzione di Guy Frequelin, che ha portato in gara una Renault 5 Alpine gruppo 2 nella stessa livrea Calberson della sua auto ufficiale giunta seconda assoluta nella gara del 1978 valevole per il Mondiale. Si è seduto ancora una volta al volante al “Monte Historique” il monegasco Daniel Elena, abituale navigatore del 9 volte campione del mondo rally Sebastian Loeb, in gara con una Volkswagen Golf GTI 1800 1a serie, mentre il leggendario Bob Neyret, artefice del Team Aseptogyl negli anni Settanta, ha fatto sognare con la splendida Citroën SM.

Durand passa al comando a metà gara, dopo la settima zona cronometrata ma a quel punto Aghem è già in scia, al terzo posto assoluto, pronto a lanciare la zampata vincente. Anche stavolta il Monte-Carlo Historique è “democratico”: non occorrono vetture milionarie per eccellere e prevalere. Al terzo posto assoluto finale si classificherà infatti la Zastava 101 dei polacchi, che già dalle prime battute fanno capire di voler puntare in alto con la loro curiosa vettura prodotta nell’allora Jugoslavia (ora Serbia) a immagine e somiglianza di una Fiat 128 a due volumi e mezzo. E a lungo nella top-ten soggiornano De Angelis-Sisti su Fiat Ritmo 60, un’auto che il Monte-Carlo lo ha forse visto solo a bordo Prova Speciale, portatavi da qualche tifoso. Ben altro palmares rallistico lo ha invece accumulato la Lancia Beta Coupé che, al termine della carriera della Stratos, a Torino si volle sviluppare inizialmente in Gruppo 2 per sondare le possibilità di affermazione dell’elegante “tuttoavanti” a 2 porte, prima che venne deliberata la ben più competitiva Fiat Abarth 131 Rally Gruppo 4 a trazione posteriore.

La seconda tappa si apre con due colpi di scena per i portacolori della Milano Autostoriche: Rossi-Perlino scivolano di oltre centocinquanta posizioni a causa di un guaio al cambio e Schoen-Merenda hanno problemi con gli strumenti che li penalizzano pesantemente nei rilevamenti. Aghem risale un paio di posizioni, mentre si affacciano nei “top 25” Arengi Bentivoglio-Torlasco su Porsche 911 e Aiolfi-Giafusti su Lancia Beta Coupé, che seguono di poco De Angelis che è 19°. La compagnia perde però un altro protagonista, Fontanella-Scrivani su Fiat 128 Rally, fuori gara per una uscita di strada, mentre Angelino-Angelino su Fiat 131 Racing è fortemente attardato per un incidente stradale.

La terza tappa vede la comparsa della neve sul percorso di gara: questo consente ai rallisti di recuperare terreno nei confronti dei regolaristi: è il caso di De Angelis che si ritrova addirittura quarto assoluto, di Bergamaschi-Redaelli su Volkswagen Maggiolone 1303 S e di Cavagna-Seneci su Fulvia Coupé 1.3 S, che recuperano sui primi, e di Rossi-Perlino che inizia una bella rimonta. Nell’ultima prova della giornata, sul secondo passaggio del Col de l’Echarasson, il tratto più difficile e innevato di tutta la gara, Arengi Bentivoglio finisce fuori strada e potrà riprendere, molto attardato, solo grazie all’aiuto degli spettatori, mentre Bergamaschi perde oltre un minuto dietro un concorrente lento che procede a fatica sui solchi di neve. Ma il fatto più grave si verifica per gli equipaggi che seguono, bloccati in piena prova cronometrata da una vettura incastratasi nella neve: 31 auto in coda che non possono andare né avanti né indietro. Non viene neutralizzato il percorso cronometrato, per cui 20.000 punti di penalità vengono attribuiti a tutti ai concorrenti che seguono. Ne fanno le spese tra gli altri Cavagna-Seneci, Schoen-Merenda, Senna-Moretti su Golf GTI, Alexia Giugni e Mary Vicari su Renault Alpine A110, impegnate per la speciale classifica femminile, e soprattutto De Angelis-Sisti che da quarti precipitano al 158° posto.

La quarta tappa non mostra grandi sconvolgimenti per gli equipaggi della scuderia milanese, con Bergamaschi-Redaelli in rimonta fino alla 23a piazza, e Mercattilj che risale fino al 13° posto. Gandino-Scarcella restano invece molto attardati a causa della rottura del supporto del cambio della Saab 96 V4. Al vertice Aghem-Cumino difendono la leadership provvisoria, mentre Aiolfi-Giafusti navigano tra il 6° e il 9° posto assoluto.

Si arriva così alla tappa finale, la tradizionale “ultima notte” con una Milano Autostoriche indebolita nel numero dei protagonisti ma non nelle capacità di chi è ancora in gara: due prove lunghe e molto difficili per determinare chi sarà il vincitore del 2018 e chi si aggiudicherà la graduatoria per squadre. Aghem-Cumino sentono sempre più forte il profumo del successo soprattutto dopo che due dei cinque più tenaci avversari devono arrendersi per problemi meccanici.

E così è sul podio di Monte-Carlo poco prima dell’alba, con i portacolori del team milanese che sugellano la vittoria nella 21a edizione del rally “vintage” monegasco. Aiolfi-Giafusti recuperano una posizione e sono ottavi, Marcattilj-Giammarino chiudono tredicesimi, Bergamaschi-Redaelli guadagnano altre tre posizioni e sono ventesimi e Mozzi-Biacca su Lancia Fulvia HF chiudono 59i: questi cinque equipaggi, grazie al loro risultato, portano alla Milano Autostoriche il quarto successo in otto anni nella speciale classifica riservata alle scuderie. Appena dietro si piazzano Rossi-Perlino dopo una tenace rimonta che li porta, dal 202° posto in cui erano piombati a inizio gara, alla 72a piazza assoluta su 259 auto arrivate. De Angelis-Sisti, bersagliati dalla sfortuna, si fermano nelle ultime battute per un problema al differenziale, mentre gli altri concorrenti penalizzati dal “blocco stradale” o da altri inconvenienti meccanici sono tutti attardatissimi: 132° Cavagna-Seneci, 135° Arengi Bentivoglio-Torlasco, 165° Senna-Moretti, 190° Giugni-Vicari, 208° Gandino-Scarcella, 218° Schoen-Merenda, 255° Angelino-Angelino. Ma alla fine l’apporto dei primi cinque in classifica consente alla Milano Autostoriche di aggiudicarsi per la terza volta consecutiva, un vero record nella gara monegasca, l’ambito trofeo per la classifica “scuderie”.

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