Correva l’anno 1990, quando a Sant’Agata Bolognese vide la luce la Diablo, disegnata dal grande Marcello Gandini, erede della Countach nata nel 1971 e poi affermatasi negli anni ’80 come un classico. Nel numero di AutoCapital di febbraio di quell’anno, puntuale, la descrizione della nuova supersportiva firmata da Stefano Pasini, che oggi riproponiamo integralmente come argomento scelto per la rubrica “Graffiti”, in cui vengono ripescati gli articoli relativi alle auto più importanti pubblicati in passato per sottoporli alla lettura degli appassionati di oggi. Non senza perplessità, l’autore si chiedeva se la nuova vettura di Sant’Agata Bolognese avesse le carte in regola per essere una degna erede della Countach, pur nel suo incondizionato elogio della nuova creatura. A parte le prestazioni, tra cui brillava su tutti il dato relativo alla velocità massima (325 km/h), vi sono nel pezzo riproposto altre curiosità, come, per esempio, i 300 milioni tondi tondi del prezzo di listino, quando la Ferrari Testarossa costava 231 milioni e l’Aston Martin Virage 240. Sottolinea l’autore che, comunque, al prezzo maggiore corrispondevano anche altre superiorità della Diablo, come la potenza di 492 CV rispetto ai 390 CV della Ferrari e ai 336 CV della vettura inglese e il suo scatto, nettamente superiore.

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