Sulla nuova ammiraglia dei quattro anelli si apprezzano i numerosi sistemi di assistenza alla guida ma anche il piacere di fare a meno dell’autista perché le doti telaistiche e la bontà del motore da 286 CV consentono di divertirsi al volante, cullati da ogni genere di attenzione. Tra gli optional più gratificanti, i sedili anteriori e posteriori con ventilazione, riscaldamento e sette tipologie di massaggio

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Impressionano di più i tre schermi digitali che permettono di gestire tutti i comandi dell’auto e verificarne le funzioni o la capacità (almeno teorica) di guidare senza l’intervento diretto del guidatore? Sorprendono di più i sensori capacitativi che aprono e chiudono le bocchette di ventilazione o il fatto che esse, a vettura chiusa, scompaiano alla vista? E colpisce maggiormente la serie di precauzioni per la sicurezza attiva anche a vettura parcheggiata, come la maniglia di apertura della porta che non funziona se sta avvicinandosi da tergo un ciclista o un’auto, o il tablet amovibile con cui i passeggeri seduti dietro possono regolare le rispettive poltrone, riscaldamento e ventilazione compresi? Di certo la nuova Audi A8 apre un nuovo capitolo nella storia dell’automobile, spostando ancora più in alto l’asticella dei contenuti tecnologici che possono essere installati a bordo di un’auto.

Audi_A8-1007Alla fine, sull’ammiraglia di Ingolstadt di tradizionale c’è solo la meccanica: i motori 3 litri V6 turbo (TDI e TFSI rispettivamente dotati di 286 e 340 CV) rappresentano “solo” un’evoluzione dei propulsori precedenti, il cambio Tiptronic a 8 rapporti e la trazione integrale permanente quattro sono ben noti e il retrotreno sterzante (optional a 2390 euro) abbiamo imparato a conoscerlo sulla più recente Q7. In questa sorta di astronave su ruote albergano anche simpatiche “sorprese”. Una di queste è rappresentata dalla “ibridazione” del propulsore, consentita dall’alternatore a 48 Volt accoppiato a una batteria al litio da 10 Ampére/ora, in grado di alimentare i disposi sense posteriore per proteggere gli occupanti in caso di rischio tamponamento subito, cruise control adattivo, mantenimento traiettoria, assistenza guida in colonna e svolta, frenata automatica d’emergenza con riconoscimento pedoni e ciclisti, riconoscimento segnaletica. Costa 5500 euro e sono soldi ben spesi, come i quasi diecimila euro necessari per accessoriare la A8 con i sedili posteriori singoli regolabili elettricamente e con le poltrone anteriori e posteriori riscaldabili, ventilate, dotate di funzione massaggio e accompagnate dalle tendine parasole elettriche laterali e posteriore. Perché sono queste le dotazioni che distinguono una superammiraglia da una semplice ammiraglia. A quel punto bisognerebbe aggiungere il sistema di entertainment per i posti posteriori (3790 euro), il climatizzatore automatico quadrizona (1520 euro), il profumatore e ionizzatore dell’aria (680 euro), i cristalli laterali fonoassorbenti (845 euro), la chiusura servoassistita delle porte (835 euro) e i sedili in pelle (disponibili svariate alternative con prezzi crescenti).

Audi_A8-1015Va anche detto che in Italia la A8 ha una percezione, e un posizionamento di mercato, più elevati rispetto ad altri Paesi occidentali: ormai, dopo l’era-Monti, si tratta di un’auto per capitani d’industria, top manager, imprenditori, liberi professionisti (categorie alle quali Audi offre sconti nell’ordine del 13%-15%), mentre in Germania, Svizzera, Austria e, ovviamente, negli Stati Uniti, la A8 è ritenuta comunque accessibile a un pubblico più ampio. A prescindere dal listino-prezzi, che parte da 93.800 euro per la TDI a passo corto (si tratta sempre di 3 metri di interasse
per una lunghezza totale di 517 cm) e da 95.800 euro per la TFSI, qualcosa meno della Mercedes-Benz Classe S (94.220 euro per la S 350 d e 97.950 euro per la S 350 d 4Matic, direttamente confrontabile con la A8 TDI quattro). Nel confronto tra le due ammiraglie tedesche la A8 convince per i contenuti tecnologici più raffinati ed evoluti e per lo stile complessivamente più sobrio, senza contare il fatto che il progetto Audi è più recente di almeno 4 anni. Questo potrebbe incidere anche sul valore residuo delle due auto, anche se – va detto – in Italia le ammiraglie perdono la metà del proprio prezzo d’acquisto in meno di tre anni.

Audi_A8-1040Dove la A8 fa la differenza è su strada, in ogni condizione. Lasciando perdere le situazioni-limite, che quando si mette in gioco questo livello d’investimento si affrontano generalmente sui sedili di una Q7, anche se la trazione integrale della A8 è altrettanto efficace, l’Audi prevale in termini di piacere di guida. Lo sterzo è leggero all’occorrenza ma sempre preciso e molto progressivo, i freni sono assai potenti e resistenti alla fatica, il cambio è quasi inavvertibile ed esegue i passaggi di marcia con una dolcezza assoluta, le sospensioni smorzano ogni fastidiosa asperità del terreno con maestria, contando anche sull’aiuto fornito dalle molle pneumatiche che affiancano i doppi quadrilateri anteriori e i bracci multipli (5 leve) posteriori. In sostanza si viaggia coccolati e viziati da ogni comodità (specie se si è attinto a piene mani dagli optional previsti, a cominciare dai sedili Confort che propongono ben sette modalità di massaggio, dallo stretch al vitalizzante) ma con una bella sensazione di controllo e dominio della strada e con la forza del V6 tedesco che ha la regolarità di funzionamento di un motore elettrico, come conferma il dato relativo alla coppia massima, 600 Nm costanti tra 1250 e 3250 giri/minuto, cioé nell’arco di funzionamento che interessa il 95% del periodo di utilizzo. Non solo: la tecnologia mild-hybrid che permette all’auto di funzionare
per periodi relativamente lunghi a motore spento consente di migliorare ulteriormente il comfort acustico per gli occupanti e di rendere più rilassante che mai ogni spostamento. Detto della notevole agilità dell’auto, sensazione accentuata dalla presenza del retrotreno sterzante, non si può dimenticare che la A8 è un vero e proprio incrociatore da autostrada, dove è in grado di macinare instancabilmente chilometri su chilometri tra l’altro consumando poco gasolio. La Casa dichiara una percorrenza di poco inferiore ai 18 km/litro, teoricamente ripetibile anche dall’utente comune, a patto di ignorare le ottime qualità dinamiche del motore TDI e del telaio. Diciamo allora che nelle normali condizioni d’impiego si percorrono da 14 a 16 km/litro, qualcosa meno in città, qualcosa di più sulle tratte autostradali con limite a 100 km/h, dove si
sfiorano i 20 km/litro. Con il serbatoio da 82 litri si va da Milano a Roma e si fa ritorno nella città della Madunina con un pieno di gasolio. Riposati come alla partenza.

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Alberto Franzoni

Alberto Franzoni

Direttore responsabile del mensile AutoCapital che accompagna dal 2002, l'anno della sua rinascita, con orgoglio e piacere. La corsa continua, con gli occhi aperti sul mondo che cambia e le radici piantate nel glorioso passato di un mensile che ha fatto la storia dell'automobilismo in Italia.

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