Le auto di oggi offrono minore piacere di guida rispetto al passato. Ma, a differenza delle progenitrici, hanno a cuore la sicurezza del guidatore e anche il suo portafoglio

 

Tra qualche anno, tanti rimpiangeranno (molti lo fanno già) le auto su cui l’elettronica e la tecnologia non avevano ancora messo alcun controllo, cioè le vetture prodotte fino a una trentina d’anni fa. Offrivano un piacere di guida totale. Senza ABS, senza cambio automatico, senza controlli di trazione, senza alcun tipo di assistenza al guidatore: l’emozione era lì che t’aspettava dietro ogni curva e, al coronamento di un lungo viaggio, ci si sentiva come chi ha compiuto qualcosa di importante.

Si trattava, però, di auto dal carattere crudele, che non perdonavano neppure il minimo errore, che non avevano in nessun conto la vita del guidatore e delle persone che trasportavano e che non ricoprivano nessun ruolo educativo. Erano sempre pronte a far notare anche il più piccolo errore di guida per strappare una risata, per esempio, agli amici seduti ai tavolini del bar quando partendo non riuscivi a equilibrare la pressione tra frizione e acceleratore e, anziché muoversi, l’auto stava lì saltellando, singhiozzando e, nella totale confusione che si impossessava del guidatore, finendo per fermarsi col motore spento. Oppure se l’inesperienza ti impediva di calcolare la giusta velocità affrontando una curva, più facilmente con l’asfalto bagnato, l’auto inesorabilmente dopo una mezza veronica finiva la sua corsa nella direzione opposta a quella di marcia o a volte nel ruscelletto che contornava la strada di campagna. Il sistema frenante di quelle vetture basava la sua efficacia esclusivamente sull’abilità del guidatore, il quale doveva arrivare a possedere una precisione da samurai nel dosare la pressione del pedale centrale, altrimenti le ruote si bloccavano e non si sa dove si andava a finire. La tipologia di quelle auto era forse un riflesso di alcune componenti della società del passato, punitiva subito al primo errore e non disposta a concedere il beneficio delle attenuanti. Se si sbagliava in qualche manovra, l’auto se ne fregava delle conseguenza e non teneva in alcun conto la sicurezza del guidatore. Nel corso di quegli anni, le croci sull’asfalto sono arrivate quasi a undicimila ogni dodici mesi.

Tuttavia, trasmettevano quelle emozioni e quell’ammirazione che le auto di oggi non sono più in grado di offrire, stando ai laudatores temporis acti del settore automobilistico, che, come detto, saranno in crescita man mano che passano gli anni e lo sviluppo della tecnologia invaderà l’auto fino a farla diventare a guida autonoma, annullando progressivamente l’intervento del guidatore. Ma le auto di oggi hanno un carattere ben diverso: sono infinitamente più umane, hanno a cuore la salute e la sicurezza di coloro che trasportano e, se permetteranno sempre meno divertimento impedendo di fare la doppietta o il puntatacco o qualche sbandatina in cortile o in piazza, tuttavia ci salvano la vita. Se il guidatore è preda di un momento di disattenzione e sta per tamponare, l’auto prodotta oggi ti avverte con un cicalino, poi frena lei stessa e, anche se sa che riuscirà a fermarsi, tende la cintura di sicurezza sul corpo del guidatore in un abbraccio protettivo per limitare le conseguenze di un impatto, che non dimentichiamolo, è sempre rovinoso, anche a velocità da zona a traffico limitato. Se chi è al volante non resiste e vuole a tutti i costi rispondere al telefonino e per la disattenzione che ne segue la direzione di marcia va farsi benedire, la vettura interviene con delicatezza e riguadagna correttamente la corsia di marcia. Questo sistema elettronico è conosciuto come “assitente di corsia” ha salvato e salverà vite dal momento che la distrazione che nasce usando il cellulare al volante è oggi una delle principali cause di sciagure. Questo provvidenziale aiuto dovrebbe impedire gli scontri frontali che avvengono un po’ dovunque, spesso lungo un rettilineo e senza traffico, che restano senza una dinamica logica e purtroppo hanno conseguenze mortali. Se hai l’intenzione di spostarti a sinistra e un altro automobilista ti sta sorpassando ma nello specchietto non l’hai visto, con una luce gialla o rossa lo specchietto stesso ti avverte che nella zona d’ombra, cioè in quella parte in cui non ti fa vedere chi ti segue, un altro ha occupato la corsia e che quindi devi rimanere al tuo posto.

L’auto di oggi si prende cura anche della meta del tuo viaggio e ti guida con precisione al punto di arrivo, non senza averti fatto evitare l’ingorgo. Ha a cuore anche il tuo portafoglio, dal momento che ha imparato a spegnere il motore ogni qual volta si è costretti a fermarsi davanti ai semafori rossi o nell’attesa che la colonna riparta. In questo modo il consumo si riduce e insieme anche le soste alla stazione di servizio. Le auto di oggi daranno anche poco piacere, ma ti ricompensano con tanta sicurezza.

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Sperangelo Bandera

Sperangelo Bandera

Giornalista professionista, per 18 anni corrispondente del Corriere della Sera, oggi è Vice direttore di AutoCapital. Mosso dalla passione in tutto ciò che fa, scrive e descrive solo le automobili che guida per amore: conta forse altro nella vita?

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