La prima coupé high-performance di Toyota oltre il milione di dollari. La 250 GTO vicina ai 30 milione di euro. Le Lamborghini Countach sulle orme delle Miura, verso il milione e mezzo di euro. Il mercato delle auto da collezione è impazzito? O i risultati d’asta dell’agosto 2014 sono il nuovo riferimento? AutoCapital lo ha chiesto a Simon Kidston, fondatore e titolare della società di consulenza Kidston SA, ma soprattutto uno dei massimi esperti mondiale in tema di vetture d’epoca.

Quali sono i trend emersi dalle aste di RM e Gooding?
In primis si è riscontato un orientamento verso auto sempre più giovani: le vetture anteguerra tendono a essere riservate ai collezionisti “vecchia scuola” mentre chi si è affacciato da poco sul mercato guarda a modelli con futuro più prevedibile, a livello di valori di rivendita, e che richiedono una minore cultura automobilistica. Aumentano così i valori di Ferrari, Lamborghini, Alfa Romeo, Porsche. Invece, Hispano Suiza, Isotta Fraschini e Rolls-Royce tendono a essere comprate da collezionisti senza intenti speculativi. Le Ferrari con certificazione sono vendute e comprate quasi come azioni di borsa. Un altro trend che ho notato è che un esemplare di un certo modello non fa il mercato, come una rondine non fa primavera. Perciò non si può chiedere qualsiasi prezzo per un oggetto, solo perché esso ha realizzato un certo risultato di vendita in passato. Così, in quel weekend, si sono visti anche modelli in calo del 20-30%, comprese alcune Ferrari.
Quali sono le ragioni per cui si assiste a un’esplosione delle quotazioni di modelli fino a poco tempo fa trascurati o quasi?
Perché il pubblico è composto ormai in gran parte speculatori, o collezionisti con forte turnover di auto nella propria collezione, quindi sempre alla ricerca della “prossima grande scoperta”, come oggi accade per le Ferrari Daytona e BB. L’aspetto più triste per chi opera come me con passione, oltreché con competenza, è che nessuno chiede più come una certa auto è da guidare. Al contrario, ti chiedono di quanto si rivaluterà nel breve futuro.
Quale ruolo hanno i nuovi ricchi di Russia, Medio Oriente e Giappone nella crescita delle quotazioni delle auto di maggior fama?
Nessun ruolo. La Russia non ha ancora scoperto in modo serio le auto storiche, così pure il Medio Oriente e il Giappone. Però il Middle East ha il maggior potenziale: lì c’è gente con cultura e ricchezza da più generazioni e molte delle auto storiche che oggi vanno per la maggiore già all’epoca erano vendute in quei Paesi. In ogni caso, non basta avere disponibilità finanziaria, occorre avere il desiderio e la possibilità di utilizzare e apprezzare le vetture d’epoca.
Trattativa privata o acquisto/vendita all’asta? Dove si fanno e si faranno in futuro i migliori affari?
Un aspetto che mi contraddistingue in questo business è l’aver lavorato in entrambi i campi. Ho organizzato per 18 anni aste di auto storiche, per occuparmi in seguito di vendite private, da 9 anni a questa parte. Quando ci propongono automobili diverse dai generi che trattiamo abitualmente, consigliamo la vendita all’asta che può far vivere grandi emozioni, ma è una scommessa e può dare delusioni: l’auto può essere venduta per il prezzo di riserva o non comprata del tutto. Per una collezione di 30 auto da vendere in blocco, l’asta è il luogo perfetto dove monetizzare e per chi ha bisogno di soldi funziona. Ma se non si ha bisogno di vendere in fretta e si preferisce fare in modo che la propria auto vada alla persona giusta e forse al prezzo massimo, la trattativa privata è meglio.
Nella crescita dei valori di Lamborghini e Maserati che ruolo hanno i proprietari delle due Case automobilistiche italiane? In altri termini: senza Audi e Ferrari alle spalle sarebbe la stessa storia?
Quelli citati sono due casi particolari e la mia risposta è che Audi e Ferrari hanno aiutato la crescita dell’immagine storica di Lamborghini e Maserati; nel contesto britannico un fenomeno simile ha riguardato Bentley e Aston Martin. Credo che occorra però distinguere tra chi usa il proprio passato, per lo più in modo superficiale, per vendere le auto di oggi, chi punta a fare business, fatturato e utili con l’heritage e chi invece usa la tradizione per rafforzare il marchio. Ferrari ha cambiato il mercato con il suo programma di certificazione ufficiale. Mercedes-Benz sta salvaguardando bene il suo patrimonio storico, conservando e rendendosi disponibile a fornire documentazione ai proprietari, sostenendo i club, fabbricando i ricambi. Questo comportamento porta lealtà e fedeltà al marchio per decenni. Peraltro nella conservazione del patrimonio storico contano molto le persone: Maserati sta valorizzando il suo passato anche grazie all’attività del suo storico Ermanno Cozza.
RM Auctions ha battuto 30 auto oltre 1 milione di dollari: erano tutte auto di gran valore o il mercato neglu USA, in quella particolare settimana, è impazzito?
Il mercato USA è più euforico di quello europeo, anche per cultura. Negli USA si è soliti offrire di più in asta, al pubblico. In Europa c’è un approccio diverso, dovuto a un maggior senso della privacy, specie in ambito economico, e una particolare prudenza fiscale. Le aste funzionano meglio nel mondo anglosassone quindi, anche perché il mercato USA è ben più grande di quello europeo.
È corretto ritenere che Ferrari 275 GTB e Lamborghini Countach ripercorreranno le strade di 250 GTO e Miura verso quotazioni ultramilionarie? E perché?
Domanda difficile perché è difficile fare paralleli tra auto le cui quotazioni sono già salite e altre che stanno salendo. La 275 GTB è una delle icone Ferrari è ancora relativamente abbordabile nel mondo Ferrari, specie rispetto a una 250 GTO. Si parla di un investimento di circa 3 milioni euro, contro uno di 35-40 milioni. A lungo termine la 275 GTB resterà apprezzata dai collezionisti, così pur la Countach, ma con qualche anno di ritardo. Quest’ultima infatti viene criticata ancora da certi collezionisti “classici”, per la sua linea troppo appariscente, mentre piace molto al pubblico giovane. Quello che amo ripetere è che anche per questi modelli non ci sarà una crescita continua, una rivalutazione è prevedibile, ma non è detto che avvenga nei prossimi 5 o 20 anni, magari dopo che pure Cina e India saranno entrate nel mercato.
Sportscar giapponesi oltre il milione di dollari (Toyota 2000 GT): bolla speculativa o nuovo trend?
Io credo che ci siano entrambi gli elementi a spiegare questa realtà. Una nuova generazione di compratori che fa salire il prezzo, un’auto interessante (anche una delle prime Nissan Skyline GTR è stata venduta molto bene da RM Auctions) ma anche molta speculazione.
È ipotizzabile che nelle aste europee d’autunno si torni a livelli e prezzi più “umani”, o dalle aste californiane è emerso un trend dal quale non si tornerà più indietro?
In realtà in California non tutti i lotti sono stati venduti, non tutti hanno raggiunto quotazioni da record; le auto meno belle non hanno trovato clienti. I prezzi californiani saranno forse i più alti dell’anno, forse verranno battuti l’anno prossimo in Arizona o in California. Ma le auto anteguerra sono stabili, certe Ferrari anche. Le aste europee hanno delineato un piccolo rallentamento, dovuto anche alla clientela più selettiva. Il mercato non può salire al ritmo di un tempo, le prospettive a medio-lungo termine sono rese positive soprattutto dai nuovi mercati. La gente è più riflessiva, ma non solo per passione. Il privato che non ha interesse nel valore della propria auto, che compra solo per passione, è una specie in via di estinzione. Per la gran parte degli operatori del mercato tutto è investimento, soldi, speculazione.
ASTA
Sul numero di AutoCapital di novembre 2014, l’articolo completo.

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