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Porsche Sport cars Experience

All’Aldenhoven Testing Center vicino a Düsseldorf, tutte le Porsche sportive hanno saputo tirare fuori le unghie nel lungo tormento della pista e subito dopo, su strada, non hanno mostrato il più piccolo affaticamento. Sensazionale la 918 con quasi 900 CV di potenza

Un giorno intero in pista con tutte le versioni della Porsche 911, della Boxster e della Cayman. Universalmente eletta regina è la 911, le altre due sono leggermente inferiori: un convincimento collettivo che andrebbe rivisto, dal momento che, una volta al volante della Boxster, è difficile rendersi conto che non si è sulla 911. E così dicasi per la Cayman. Il DNA Porsche di queste vetture non è solo compatibile, ma è decisamente lo stesso. Infatti, il motore, il cambio e i componenti del telaio della Boxster e della Cayman si discostano di poco da quelli della 911 attuale. Il cambio opzionale a doppia frizione Doppel – Kupplung (PDK) a sette marce è molto simile, ma ovviamente non identico. Quindi ora anche la roadster e la coupé sportiva sono in grado di “veleggiare”, vale a dire di procedere risparmiando carburante mentre il motore è sganciato dalla trasmissione. Anche la carrozzeria, pur con tutte le differenze fra la due posti a motore centrale e la 911 Carrera a quattro posti con motore posteriore, ha tratto vantaggio dalla 911 attuale: quella in lega leggera della Cayman è costituita al 44% da alluminio. La scelta di quale materiale utilizzare e in quale ambito proviene dallo sviluppo della generazione attuale della 911 Carrera. La geniale struttura leggera è da sempre una della caratteristiche principali della 911 e di ogni Porsche. Soltanto spingendo forte, allora – è ovvio – la differenza si sente, ma non è corretto effettuare paragoni tra vetture con potenze tanto differenti.
Sul tracciato di Aldenhoven, a un’ora da Düsseldorf, sulle due curve sopraelevate è sfrecciata anche la 918 Spider, una sportiva che, sul piano tecnologico, è avanti parecchi anni su tutte: quasi 900 CV sommando la spinta dei due motori, con l’elettrico capace di far segnare sullo 0-100 km/h l’incredibile tempo di 6.0 secondi. Le Porsche presenti, è bene dirlo subito, sono state strapazzate come solo in pista si può fare e per tutto il giorno. Velocità pura, slalom, frenate selvagge, cambi di direzione improvvisi: insomma tutte le “figure” delle scuole di guida sicura sono state ripetute fino all’esasperazione. Alla fine, la meraviglia più grande non è derivata dalle prestazioni delle varie Porsche in pista, ma dal fatto che subito dopo sono state impiegate su strada, su di un percorso normale, fatto di statali, autostrade e vie cittadine. Le 911 e le consorelle si sono mostrate fresche come dopo il primo tagliando, come se fossero appena uscite dal box e come se quelle performance in pista appartenessero al mondo dei sogni.
Nel panorama delle super sportive, le Porsche 911 sono collocate in un segmento leggermente inferiore rispetto a Ferrari, Lamborghini, Aston Martin, Maserati e McLaren (anche la differenza di prezzo lo conferma), ma non nell’uso quotidiano, dove le vetture di Zuffenhausen sono uniche. Danno, dopo dieci minuti di guida, un senso di docilità, di agilità, di leggerezza e nello stesso tempo di stabilità e precisione come nessuna. Ed è questa dote che ha fatto guadagnare alla 911 il titolo di miglior macchina del XX secolo e ha gratificato quasi un milione di appassionati. Tante ne sono state prodotte dalla sua apparizione e, altro dato eccezionale, quasi il 70% è ancora in circolazione. In genere chi ne possiede una, la tiene con tutte le attenzioni possibili, attento anche a non strapazzare il motore. Invece, è proprio questo che chiede la 911, nata per correre come dimostrano i tanti successi in pista e come è alla base della filosofia per professor Ferdinand Porsche, il geniale fondatore della Casa tedesca, il quale ha voluto da sempre utilizzare le auto da corsa come piattaforma di test. Infatti, la prima Porsche, che poi diede vita alla 356 era un’auto sportiva da strada e da pista, che racchiudeva in sé contemporaneamente la tecnologia per il mondo delle corse e quella per la vita tutti i giorni. Da allora la Porsche sviluppa e collauda nuove tecnologie in condizioni estreme su circuito prima di introdurle gradualmente nei veicoli di serie. Infatti, la struttura leggera e aerodinamica, il motore e il cambio, il telaio e i freni dell’attuale produzione derivano da innovazioni Porsche messe a punto nel mondo delle corse.

 

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Alberto Franzoni

Alberto Franzoni

Direttore responsabile del mensile AutoCapital che accompagna dal 2002, l'anno della sua rinascita, con orgoglio e piacere. La corsa continua, con gli occhi aperti sul mondo che cambia e le radici piantate nel glorioso passato di un mensile che ha fatto la storia dell'automobilismo in Italia.

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