Nasceva trent’anni fa la capostipite delle BMW Serie Z, che sta per “Zukunft”, ovvero “Futuro”. E futuristica quest’auto lo era davvero, per i suoi anni. Un progetto coraggioso e anticonformista che ha riportato in auge questa tipologia di vetture, tracciando la strada per tutte le roadster degli anni ’90.

 

Due posti secchi, dimensioni compatte, altezza da terra ridotta, allestimenti spartani, motore potente anche se non esasperato, che abbinato al peso leggero regala buone prestazioni. E soprattutto il cielo sopra la testa. Il concetto di vettura “roadster” nasce negli anni ‘50 e ha grande successo per un paio di decenni. Poi, nei controversi anni ‘70, inizia ad andare in crisi e viene via via abbandonato un po’ da tutti i costruttori, rimanendo appannaggio di pochi marchi e in numeri sempre più limitati. Nei primi anni ’80, le roadster sono ormai un ricordo. Ma dopo metà decennio qualcosa si muove. La prima a crederci nuovamente è la BMW, marchio tendenzialmente tradizionalista, che oltretutto non produce roadster da trent’anni, dai tempi della mitica 507. Negli anni ‘80 la Casa bavarese ha a listino vetture aperte di grande successo, le versioni cabrio della Serie 3. Ma vuole proporre qualcosa di più sportivo ed “esotico”, rispolverando questa particolare tipologia di auto. D’altronde i tempi sono maturi: dopo un decennio difficile, negli anni ’80 è tornato in Occidente un po’ di benessere, unito a quella serenità che è condizione necessaria per godersi un oggetto ludico come una spider biposto. Nello stesso tempo, un’auto di nicchia come una roadster può costituire anche l’occasione per “osare”, sperimentando soluzioni tecniche e stilistiche innovative. Il progetto viene quindi affidato alla neonata divisione “Technick GmbH” della Casa bavarese, una sorta di reparto esperienze deputato alla ricerca tecnologica, in cui lavorano fianco a fianco tecnici e designer, liberi di operare senza particolari vincoli produttivi. Il primo lavoro proposto da questo giovane e dinamico team arriva nel 1986 ed è una concept, chiamata Z-Roadster, che desta grande interesse per le sue particolarità, tra cui le portiere discendenti. Come di solito accade per le soluzioni più innovative ed estreme proposte sulle concept, i più pensano che queste verranno poi abbandonate sulle vetture di produzione, ma nel caso della roadster BMW non sarà così: la versione che arriverà nei listini sarà quasi identica alla concept, portiere comprese. Lo spirito futuristico di quest’auto verrà sottolineato anche nel nome: “Z”, ovvero l’iniziale di Zukunft, che in tedesco significa “Futuro”, e “1”, che evidenzia che si tratta del primo progetto della “Technick GmbH”, ma anche, con un occhio per l’appunto al futuro, che questa sarà la prima vettura della Serie Z, la nuova famiglia delle roadster BMW.3 BMW_Z1-1020 2

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