Sarà l’effetto Trump, ma al Salone di Ginevra a far parlare di sé sono state soprattutto le automobili con motori convenzionali: tra le hypercar hanno dominato la scena la Pagani Huayra Roadster, la SCG 003S (entrambe italiane dentro) e la Bugatti Chiron, mentre tra le supercar Ferrari 812 Superfast, McLaren 720S, Bentley EXP8 e Alpine A110 sono state tra le più ammirate da stampa e pubblico.

A essere premiata con il titolo di Auto dell’Anno è stata poi la Peugeot 3008 che, in questa seconda generazione non prevede al momento neppure la versione ibrida precedentemente prodotta. Tornano quindi alla ribalta i motori a benzina poderosi, dal sound pieno e dalla cavalleria scalpitante, che lascia strisce nere di battistrada a ogni accelerazione, mentre la Tesla non si è fatta neppure vedere tra i padiglioni ginevrini del Palexpò.

Perché la trazione ibrida o elettrica si affermi su scala mondiale occorre ancora tempo: servono standard tecnici uniformi, infrastrutture adeguate e politiche economiche allineate se non a livello mondiale per lo meno su scala continentale. Gli incentivi hanno “dopato” il mercato in Scandinavia; in Italia, considerato che il Costruttore nazionale è ben lungi dall’approdare alle motorizzazioni “zero emission” e alle ibride (l’unica vettura nazionale “eco” esposta a Ginevra era la LaFerrari Aperta!), funziona invece un incentivo al contrario che volutamente non premia chi sceglie di guidare ecologico.

Ci fossero almeno regole uguali in tutte le città! E invece a Milano l’esenzione dal pagamento dell’AreaC per le auto a GPL e metano è stata appena soppressa (e lo stesso accadrà alle ibride tra meno di due anni, salvo elezioni anticipate), in concomitanza con il raddoppio del prezzo della sosta sulle strisce azzurre e con la riduzione delle corse dei mezzi pubblici, mentre a Torino – alla faccia della chiarezza – hanno appena introdotto le fasce di reddito per il pagamento dei permessi per l’accesso al centro dei residenti: per chi ha un reddito ISEE superiore ai 50mila euro annui si passerà da 45 a 180 euro per due vetture, mentre i permessi ZTL “professionali”, rilasciati a 14mila auto circa, verranno a costare da maggio 200 euro, il doppio che in passato, in ogni caso senza alcuna distinzione in base alle emissioni inquinanti dei veicoli.

Come dire che anche la neoeletta giunta pentastellata torinese ha preso subito il vizio di servirsi dell’automobile come bancomat.

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Alberto Franzoni

Alberto Franzoni

Direttore responsabile del mensile AutoCapital che accompagna dal 2002, l'anno della sua rinascita, con orgoglio e piacere. La corsa continua, con gli occhi aperti sul mondo che cambia e le radici piantate nel glorioso passato di un mensile che ha fatto la storia dell'automobilismo in Italia.

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