Percorso interessante, attraenti prove cronometrate, rari spunti culturali, ottima gastronomia: un mix che ha collocato il Trofeo Mazzotti, disputato su due giorni, tra le più riuscite manifestazioni. Per sole 5 penalità la vittoria è andata a Vesco-Guerini

È stata una scommessa proporre la Coppa Franco Mazzotti lunga tutta un weekend, anziché nella tradizionale giornata delle prime sette edizioni. Una scommessa vinta dal Club 1000 Miglia, organizzatore di questa gara dedicata all’ideatore e fondatore della corsa più bella del mondo, che ha visto al via oltre cento vetture. Nell’elenco iscritti erano presenti i più importanti nomi della Regolarità, che si sono sfidati su un percorso di circa 300 km, in cui sono state ricavate 89 prove a cronometro e 3 prove di media. L’equipaggio composto da Andrea Vesco e Andrea Guerini ha dominato gli avversari, vincendo con 247 penalità, con la Fiat 508 S Balilla Sport del 1934. Una vittoria risicata, con solo 5 penalità di distacco inflitte agli irriducibili avversari Moceri e Gentile su Lancia Fulvia Coupé 1.3 Rally del 1967. Con 272 penalità hanno agguantato la terza posizione la coppia Salviato-Moglia alla guida della Lancia Aprilia del 1939. Vincitrici della Coppa delle Dame, invece, Bottini-Boscardin con una Triumph TR3 del 1956. Svoltasi nel fine settimana dell’8 e 9 ottobre scorsi, questa ottava edizione della Coppa Mazzotti ha lasciato il segno per la scelta del percorso, la qualità delle soste, e al tempo stesso per la tecnicità delle prove. La gara ha preso il via dal Museo Mille Miglia di Brescia, per poi continuare lungo la Strada dei Vini e dei Colli Longobardi, un itinerario enogastronomico che si snoda nel territorio bresciano e attraversa diversi comuni. Quelli di Flero, Capriano del Colle, Poncarale e Montirone, in particolare, hanno visto il passaggio delle storiche signore prima del loro arrivo all’Aerobase Militare di Ghedi, dove era stata predisposta una serie concatenata di prove cronometrate.

La sosta pranzo all’interno degli hangar dei Tornado del Sesto Stormo, i “Diavoli Rossi”, è stata molto apprezzata dai partecipanti, non solo per la rarità dell’occasione, ma anche perché è stata una scelta voluta dal Club 1000 Miglia per idealmente ricordare le imprese aeronautiche di Franco Mazzotti, abbattuto con il suo aereo in un’azione di guerra sul Canale di Sicilia nel 1943. I partecipanti hanno poi proseguito in direzione Sirmione attraversando i Comuni di Montichiari e Medole, fino alla Rocca di Solferino, la storica “Spia d’Italia”, che fu teatro della famosa battaglia avvenuta nel 1859 per l’indipendenza dell’Italia. Dopo una sosta in attesa dell’inizio del terzo settore, i regolaristi hanno affrontato il Trofeo Roberto Gaburri a Pozzolengo, luogo natale del presidente del sodalizio 1000 Miglia recentemente scomparso, per poi arrivare a Sirmione, tappa finale della prima giornata di gara. L’indomani gli equipaggi sono ripartiti di buon mattino per affrontare una quarantina di prove, prima passando sul settecentesco ponte di Pontenove, che attraversa il fiume Chiese, poi dal Museo bresciano delle Mille Miglia e da Cellatica, fino ad arrivare a Gussago. Immersi nel territorio della Franciacorta, tra i castelli di Passirano e Bornato, e tra i vigneti e le cantine di queste ricche colline, gli equipaggi hanno potuto degustare il vino Franciacorta nella spettacolare Azienda Agricola Vill’Arquata, ad Adro. Ancora una manciata di chilometri e a Villa Mazzotti si è conclusa ufficialmente questa ottava edizione con pranzo e premiazioni. Importante vetrina per gli appassionati della Mille Miglia, la corsa più bella del mondo, questa due giorni ha regalato agli appassionati uno schieramento di vetture di rilevante interesse culturale e storico. Tra le 80 vetture in gara, come da regolamento costruite prima del 1957, ben 26 erano quelle costruite prima della guerra.

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Himara Bottini

Himara Bottini

Himara Bottini, alla guida della sua Porsche 911 T del 1968, partecipa come driver alle più importanti gare di regolarità classica per auto storiche, settore in cui ha maturato una grande esperienza. Appassionata fin da bambina del pianeta auto grazie all'attività del padre, un rinomato restauratore di auto storiche, in particolare Porsche e Alfa Romeo, oggi lo affianca nel lavoro e integra questa sua passione come giornalista per AutoCapital.

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