Settant’anni fa veniva presentato a Stoccolma il prototipo della prima “piccola” Volvo. L’auto entrò in produzione nel 1947 e fu esportata negli USA dal 1955, diventando ben presto il modello più venduto della Casa svedese. Ormai molto rara, la PV444 richiede un investimento minimo di 8000 euro

È la prima volvo dell’era moderna, con la sua carrozzeria monoscocca e il piccolo motore di 1,4 litri. Ma è anche il primo modello della Casa scandinava a proporsi con decisione sui mercati d’esportazione, capace di… scoprire l’America, al punto che gli Stati Uniti divennero – di lì in poi – il primo mercato estero per la Volvo e, in seguito, anche il primo in assoluto in termini di vendite.
La PV444 celebra nell’autunno del 2014 il suo 70° compleanno, una ricorrenza importante ancorché simbolica, tenuto conto del fatto che quello che fu presentato il 1° settembre 1944 alla famiglia reale di Svezia e al pubblico accorso a Stoccolma in occasione dell’esposizione nazionale tenutasi alla Royal Tennis Hall non era altro che un prototipo non funzionante della berlinetta a 2 volumi che sarebbe entrata in produzione solo 3 anni dopo.
Originariamente, i piani prevedevano che venissero costruiti 8000 esemplari di PV444, un obiettivo ambizioso dato che la produzione Volvo non aveva mai superato le 2000 unità prima. Eppure la “piccola Volvo” riuscì a far centro. Furono infatti circa 196.000 le PV444 prodotte fino al 1958, tutte con la guida a sinistra; le esportazioni in Gran Bretagna iniziarono più tardi, nel 1967.


La PV444 è un modello raro, in Europa e negli USA. In Svezia si possono reperire ancora alcuni esemplari, ben tenuti (conservati o restaurati) o da rimaneggiare profondamente. A differenza della successiva PV544, la PV444 non ebbe una significativa carriera sportiva. Anche per questo una PV444 in condizioni eccellenti può riservare piacevoli sorprese in termini commerciali, meritando una quotazione nell’ordine degli 8mila euro. Con prospettive di crescita anche considerevole nel medio periodo, data la incontrovertibile rarità della PV444.
La PV444 conobbe una graduale evoluzione, rimanendo però sempre fedele alla sua impostazione di base: fino al model-year 1954 (serie E) l’auto adotta il motore B4B da 36 o 40 CV, con carburatore Carter o Zenith, cambio a 3 marce + retromarcia, freni a tamburo sulle 4 ruote e impianto elettrico con batteria a 6 Volt. Con un peso di circa 1010 kg, raggiunge i 125 km/h. Nel 1949, accanto alla versione “base” con finiture semplici e disponibile unicamente in nero, viene introdotto l’allestimento Special, meglio equipaggiato e proposto anche con verniciatura grigia. Nel 1950 arrivano una nuova strumentazione, posta davanti al guidatore. Nell’estate del 1954 è introdotta la serie H (model-year 1955) cui corrispondeva l’adozione del motore B14A da 40 CV (DIN), per una velocità di punta di 130 km/h; il lunotto “a due vetrini” è sostituito da uno monoblocco che garantisce una migliore visibilità e il parabrezza è allargato, mentre i montanti anteriori sono ridimensionati. Nel 1955 iniziano le esportazioni negli USA della PV444 con motore Sport; la versione California ha verniciatura bianca e interni in tessuto giallo e nero. L’anno successivo, con la serie K (model-year 1956 e 1957) si passa al motore B4B sempre con cilindrata di 1414 cc, dotato di carburatore Zenith 30, da cui la potenza portata a 46 CV (DIN), per 130 km/h. Per l’esportazione è introdotto il modello Sport, basato sul motore B14A equipaggiato però con 2 carburatori SU-H4, accreditato di 64 CV (DIN) e 150 km/h. Ulteriore incremento di prestazioni con la serie L (model-year 1958), l’unica fornita del motore B16 di 1583 cc, alimentato da un carburatore Zenith 34 VIN, capace di 60 CV (DIN) a 4500 giri/min, 11,3 kgm di coppia massima a 2500 giri/min e 135 km/h, il tutto con un consumo medio di 7,5 litri di benzina ogni 100 km; la versione Sport basata sul nuovo propulsore di 1,6 litri di cilindrata adotta l’alimentazione a 2 carburatori SU-H4, passa a 76 CV (DIN) di potenza e può raggiungere i 155 km/h.
Sul numero di AutoCapital di dicembre, l’articolo completo sull’anniversario della Volvo PV444.

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